Linux e Android, Progetti e iniziative

Linux Day Torino 2014, ci vediamo sabato al Poli?

Sabato 25 ottobre 2014 si svolgerà l’annuale evento dedicato ai sistemi operativi Linux! Da qualche anno a questa parte faccio parte del comitato organizzatore dell’evento che si svolge a Torino e dunque vi invito a partecipare!

Cosa si fa?

Sono stati organizzati diversi talk su diversi argomenti e sono divisi per aree tematiche. C’è davvero di tutto, dalle presentazioni introduttive su Linux e sul mondo del software libero agli argomenti per sviluppatori avanzati e anche qualcosa per chi è interessato ai sistemi embedded! Inoltre ci sarà un’aula dedicata all’ormai immancabile LIP (Linux Install Party) dove troverete volontari che vi aiuteranno a installare Linux sul vostro computer (leggete QUA per scoprire come preparare adeguatamente il vostro computer per il LIP in modo da rendere il lavoro dei volontari semplice, veloce (in modo da poter effettuare più installazione possibili) e sicuro (evitiamo la perdita di dati importanti sul vostro pc!)).

Dove e quando?

L’edizione torinese del Linux Day verrà ospitata per il secondo anno consecutivo dal Politecnico di Torino (ingresso della cittadella politecnica in via Boggio) e sarà aperta al pubblico sabato 25 ottobre dalle 14:00 alle 18:00. Per ulteriori informazioni potete consultare il sito ufficiale del Linux Day Torino: http://linuxdaytorino.org.

Se non siete dei dintorni di Torino, non disperate! Ci sono tantissime altri eventi organizzati in tutta Italia e potete scoprire dove e trovare i riferimenti per parteciparvi sul sito del Linux Day http://linuxday.it.

Tutto chiaro? Ci vediamo sabato per una giornata all’insegna del pinguino? :^)

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Linux e Android

MATE, il fork di Gnome 2 che mi piace!

Mate-logoI desktop moderni

Negli ultimi anni gli ambienti grafici che possiamo installare sulle nostre distribuzioni Linux si sono moltiplicati. Una volte c’erano Gnome e KDE, dopodiché una sfilza di ambienti leggeri per computer a bassissime prestazioni che usavano in pochi e nulla più.

Sia Gnome che KDE hanno subito una grandissima trasformazione con l’introduzione della versione 3 del primo e 4 del secondo. Sono diventati ambienti grafici “moderni” con animazioni a tutto spiano, pannelli, pannellini, pannellucci, menu stravaganti, ricerche e via dicendo.

A queste due pietre miliari del desktop su Linux si è affiancato Unity, nato come interfaccia per schermi piccoli (ve li ricordate i netbook?) di Ubuntu e ora ambiente a sé stante e vuole pure essere adatto per smartphone e tablet!

In questa veloce carrellata di ambienti grafici devo citare anche Cinnamon. Quest’ultimo è l’ambiente grafico sviluppato dal team di Linux Mint (distribuzione Ubuntu-based sempre più apprezzata dagli utenti, viste le ultime scelte di Canonical-Ubuntu che hanno scontentato gran parte dell’utenza) e devo dire che, dopo averlo utilizzato qualche mese, è davvero fatto bene. Moderno, efficace con un po’ troppi fronzoli per i miei gusti, ma per l’utente medio va più che bene, anzi forse tra tutti quelli citati è quello che preferisco.

Esistono tutt’oggi ambienti per macchine con prestazioni limitate, Enlightenment e LXDE per citarne due tra i più famosi e completi (Fluxbox, Openbox sono semplici window manager). Tra questi, a me piace molto LXDE.

Gnome 2 e MATE

Il mio preferito è però (quasi) sempre stato Gnome 2, il perfetto connubio tra completezza, funzionalità e minimalismo. Purtroppo l’arrivo di Gnome 3 ha rotto il giocattolo, la versione 2 non viene più sviluppata.

Un utente di ArchLinux (torna sempre!) ha deciso di formare Gnome 2 e di continuarne lo sviluppo, visto che moltissimi utenti erano scontenti della versione 3 del desktop del piedone. Questo nuovo desktop si chiama MATE e viene sviluppato principalmente da tema di Linux Mint. Ogni release di Mint viene rilasciata con la “doppia copertina”: con Cinnamon e con MATE. Il MATE di Mint è però molto diverso da Gnome 2, somiglia molto alla versione di Gnome con cui veniva distribuita Mint prima di adottare Cinnamon. Se però si installa una versione “pulita” di MATE, ecco che torneremo a casa dal nostro carissimo Gnome 2!

Come usare MATE

Molte distribuzioni tra le principali hanno MATE nei loro repository: Mint, Fedora, Debian, Arch. Per Ubuntu esiste un repository apposito. Fate attenzione che con Mint userete la versione “moddata” di MATE e dunque vi discosterete molto da Gnome 2 come lo conosciamo.

Io ho deciso di installare sul mio computer Debian utilizzando come ambiente grafico proprio MATE e a breve pubblicherò una breve guida con le istruzioni per fare un’installazione di questo tipo sul vostro computer!

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Linux e Android

Installare Linux in dual boot con Windows 8.1 (aggirando secure boot e altre amenità)

Finalmente mi rimetto a scrivere un po’ su questo blog. Scusate l’assenza, ma sono davvero molto impegnato e la scrittura di queste pagine ricade nel mio “tempo libero” che, da buon studente universitario sotto tesi di laurea, potrei anche non avere mai, ma ciò che ho fatto in questi giorni in altro pochissimo tempo libero ha (quasi) dell’incredibile.

Un mio compagno di università ha acquistato un nuovo notebook. Per chi studia ciò che studio io Linux, fortunatamente, spesso è essenziale non è solo una scelta personale. Curioso come a volte il mondo sembri girare al contrario, vero? Questo mio compagno mi chiede di aiutalo a installare Linux in dual boot col suo nuovo, fiammante, preinstallato e dannatamente restio e lasciare il boot a qualcun altro, Windows 8.1.

L’impresa non è stata facile, la soluzione finale, dopo estenuanti ricerche su internet praticamente inconcludenti, è stata trovata con un colpo di culo, come spesso accade quando uno non sa davvero più dove sbattere la testa (o il notebook fottutamente blindato).

Disclaimer: ciò che scrivo potrebbe non avere validità generale, dunque quoterò il modello esatto del notebook e le procedure più o meno esatte da eseguire sperando che i miei lettori riescano, con un po’ di elasticità mentale, ad adattare questi consigli al loro caso specifico.

Disclaimer 2: si darà per scontato che voi siate capaci di installare Linux in dual boot con qualsiasi altra versione di Windows che non necessiti di essere scardinata come la 8. Se non siete sicuri potete chiedere una mano a Google a un vostro amico più esperto oppure tenere d’occhio questo blog.

0. Situazione di partenza

Abbiamo un bellissimo notebook HP Envy 15 j104el con Windows 8.1 preinstallato, la volontà di installare Linux in dual boot (dunque senza cancellare completamente Windows) e una chiavetta USB con la live di Ubuntu 14.04. Abbiamo inoltre UEFI al posto del nostro vecchio e amato BIOS.

1. Disabilitare tutte le sicurezze del mondo

Non discuterò qua il perché e il percome queste cose siano state introdotte e se sia o meno sicuro disabilitarle, comunque noi lo abbiamo fatto.

Fast Boot: Avviate il pc in Windows e nel Pannelo di controllo andate sulle impostazioni di Risparmio energetico. Qui sulla sinistra troverete qualcosa che somiglia a “Scegli cosa fa il pulsante di alimentazione”. Clicchiamo lì sopra, abilitiamo le modifiche in modo da avere tutti i controlli attivi e scorriamo fino in fondo finché non troveremo una casellina spuntata con di fianco scritto Fast Boot. Togliamo il tick (se c’è) dalla casellina, in questo modo disabiliteremo il Fast Boot.

Secure Boot: Avviamo il pc ed entriamo nelle impostazioni di UEFI (sul notebook utilizzato come cavia premendo F10) cerchiamo la voce relativa al Secure Boot e disabilitiamolo.

Legacy Boot: Cerchiamo sempre in UEFI la voce relativa al Legacy Boot. Abilitiamolo. Sul nostro notebook di riferimento viene esplicitamente dichiarato che in ogni caso il boot in modalità UEFI avrà la precedenza su quello Legacy.

2. Installare Linux

A questo punto, sempre da UEFI, selezioniamo come periferica di boot la nostra chiavetta USB (o il CD-Rom se ancora lo usate), facciamo il boot e installiamo Linux come abbiamo sempre fatto.

Sorpresa! Al reboot si avvierà Windows 8.1 senza chiedere niente a nessuno.

3. Riavviamo e scopriamo il trucco!

Riavviamo di nuovo e questa volta premiamo F9 durante il boot. Accederemo a un menu da cui scegliere il dispositivo da cui effettuare il boot. Magicamente sarà elencato un oscuro OS Boot (o qualcosa di simile, in ogni caso è Windows che è la scelta predefinita del boot in modalità UEFI, che, guardacaso, ha la precedenza assoluta sulla modalità Legacy), ma la seconda voce dell’elenco sarà ubuntu numerelli a caso.

Scegliamo questa seconda opzione e verremo catapultati nel magico mondo di Grub, dove potremo scegliere di avviare Ubuntu oppure Windows 8.1.

4. Q&A

Dunque ogni volta che avvio il pc per avviare Linux devo accedere a mano al menu di boot?

A questo punto della mia battaglia devo, purtroppo, ancora rispondere di sì.

Questa procedura funzionerà sicuramente sul mio notebook?

Non ne ho la minima idea. Mi era già capitato di installare un dual boot con Windows 8, ma abilitando il Legacy Boot si poteva disabilitare il boot in modalità UEFI e dunque fare normalmente il boot di Grub (mi pare fosse un ASUS, ma era più di un anno fa dunque non ci metterei la mano sul fuoco). Se hai voglia puoi provare a fare l’installazione seguendo questi miei consigli e fare i tuoi esperimenti e poi lasciarmi le tue scoperte qua sotto nei commenti, in modo da imparare tutti qualcosa in più!

5. Finita!

Benissimo. La conclusione di questa storia è che ho un amico contento di poter utilizzare Linux, so già che domani ne arriverà un altro che vuole il dual boot e dunque magari allargheremo la base di notebook testati.

Purtroppo queste cose variano parecchio da produttore a produttore e magari anche da modello a modello rimanendo sotto lo stesso marchio dunque non sarà mai possibile scrivere una guida definitiva, l’unica freccia nella nostra faretra è provarci, segnare la procedura su un foglietto e condividerla online con le altre persone, in modo da creare un database a cui attingere idee, consigli, soluzioni.

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Commenti e impressioni, Linux e Android, Progetti e iniziative

Linux Day Torino 2013: commenti a freddo

Ieri è stata una giornata davvero impegnativa. In tutta Italia si è svolto il Linux Day e io ero coinvolto in prima persona nell’organizzazione dell’edizione torinese. In breve: siamo tutti d’accordo che la manifestazione sia stata un vero successo! Da questa pagina ringrazio pubblicamente tutti i volontari che hanno collaborato per l’organizzazione e anche tutto il pubblico intervenuto, senza di voi il lavoro di noi volontari sarebbe solamente tempo perso.

0. Perché faccio il volontario al Linux Day

Voglio spiegare in poche parole il motivo di questo mio impegno annuale (è la quarta edizione che collaboro a organizzare: 2009, 2011, 2012  e 2013), non per vantarmi, ma perché spero che leggendo queste righe qualcuno decida di darci una mano il prossimo anno; non si è mai abbastanza!

Sono oramai parecchi anni che utilizzo Linux come sistema operativo principale sia a casa che in università. Linux e tutto ciò che gli gira intorno è sviluppato in buona parte da volontari e il software viene distribuito gratuitamente a chiunque ne voglia fare uso. Visto che questo software è talmente di alta qualità che viene utilizzato non solo da me, ma anche da enti di ricerca internazionali, associazioni, pubbliche amministrazioni in tutto il mondo mi sento di dover, una volta all’anno, dedicare una giornata per ricambiare in qualche modo tutte le persone che lavorano 365 giorni all’anno tra mille difficoltà per mantenere il software che uso tutti i giorni.

1. Come si è svolta la giornata

L’orario della manifestazione era 14-18. C’erano cinque aule dedicate ai talk divisi per temi o per livelli di difficoltà. Erano in programma 20 talk, sicuramente ognuno avrà trovato qualcosa di interessante da ascoltare!

Un’aula era poi dedicata al LIP (Linux Install Party) dove i visitatori potevano portare il proprio computer e potevano trovare volontari pronti ad aiutarli nell’installazione di Linux oppure potevano venire solamente per chiedere assistenza.

Erano poi presenti banchetti di alcune associazioni collegate alla diffusione di Linux e del software libero.

2. Il mio impegno nel 2013

Dopo tre edizioni trascorse principalmente al LIP ho deciso per diversi motivi di tenere un talk (cos’è un talk? Un’ora in cui una o più persone parlano e gli altri ascoltano, tutto qua).

Il mio talk aveva come titolo “Il terminale per tutti” ed era il tentativo di far comprendere a chi ha avuto voglia di starmi ad ascoltare che il terminale fornito a grande richiesta con ogni distribuzione Linux (e non solo) non è un oggetto oscuro che solo gli eletti posso utilizzare, ma che con poco sforzo anche un non-addetto-ai-lavori può trarre beneficio da questo strumento, sapendo come usarlo in modo efficiente per risolvere piccoli problemi quotidiani. Se vi ho incuriosito e non siete tra il centinaio di persone che ha avuto il coraggio di starmi a sentire, per tenere il talk ho usato l’aiuto di fantasmagoriche slides prodotte con LaTeX (per chi non lo sapesse, o non se lo ricordasse, sono un fisico e in quanto tale sono condannato a usare LaTeX a sproposito) che potete guardare, toccare e scaricare QUA. Dalle impressioni che ho avuto alla fine del mio talk penso che sia stato interessante per molta gente, qualcuno mi ha avvicinato per farmi domande, qualcuno per chiedermi di ripetere il link per scaricare le slides e so che una persona sta valutando di installare Linux. Non posso che essere soddisfatto del risultato (personale) ottenuto.

Durante la mattinata (la manifestazione si è svolta dalle 14 alle 18, la mattina l’abbiamo usata per allestire tutto quanto) ho montato qualche tavolo, steso qualche prolunga ed ero il “mastro di chiavi” delle magnifiche (me ne sono innamorato) e tecnologicissime cattedre del Politecnico di Torino (che quest’anno ci ha affittato gli spazi per l’evento) dunque ho rincorso i relatori man mano che arrivavano, gli spiegavo come funzionavano le cattedre e facevo con loro una breve prova della loro attrezzatura in modo da non avere sorprese nel pomeriggio. Non mi sono arrivate voci di di problemi di natura tecnica (qualcuno c’è stato invece durante le prove mattutine) dunque sono soddisfatto anche di questa parte del mio lavoro.

A ora di pranzo ho indossato il terzo cappello della giornata e sono andato a prendere le pizze per i volontari che ne avevano fatto richiesta in modo da poter fare un veloce pasto prima che cominciasse ad arrivare il pubblico.

3. Concludendo

L’intera manifestazione è stata un successo. La location era ottima, il meteo è stato clemente (una giornata che sembrava primaverile piuttosto che autunnale) dunque abbiamo sfruttato più lo spazio esterno che quello interno con un veloce spostamento degli allestimenti a ridosso dell’inizio dell’evento.

Le mitiche magliette (edizione limitata, ogni anno la cambiamo, dunque è necessario essere presenti quel giorno per averne una) sono andate a ruba tanto che c’è stato qualche fortunato che è riuscito a comprare una delle magliette con le scritte anche sulla schiena preparate in edizione ancora più limitata per i volontari (ne era avanzata qualcuna). Ricordo che la vendita delle magliette è una delle poche (l’unica?) fonti di sostegno economico che abbiamo per far fronte alle spese che ogni anno bisogna affrontare per organizzare una giornata del genere!

Che altro dire? Sono sicuro che ci vedremo il prossimo anno

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Linux e Android

Installare programmi senza essere ROOT (Debian-based)

Qualche volta potremmo aver bisogno di installare qualche software su macchine in cui possediamo un account, ma non i privilegi di amministrazione. Possiamo chiedere all’amministratore del sistema di installare questi software oppure fare da noi installandoli in qualche cartella su cui abbiamo i permessi di scrittura (per esempio la nostra home directory).

Questi sono i passaggi per avere un programma funzionante basato su distribuzioni Debian-based, quindi Debian e derivate (Ubuntu, Linux Mint, e chi piu` ne ha, piu` ne metta).

Creiamo una cartella dentro la quale installeremo il nostro programma per esempio con il terminale:

mkdir <percorso cartella>

Scarichiamo il pacchetto .deb del programma che vogliamo installare (si da per scontato che se volete compilare il software da sorgente sappiate come gestirvi l’installazione nelle cartelle che preferite) e spostiamolo nella cartella che abbiamo creato in precedenza. Spostiamoci nella cartella del programma:

cd <percorso cartella>

Scompattiamo l’archivio .deb:

ar x *.deb

Scompattiamo il file data.tar.gz:

tar xvzf data.tar.gz

Troveremo ora due sottocartelle, opt e bin: in queste cartelle dovremo cercare l’eseguibile che lanciera` il nostro programma, di solito si trova in bin, ma potrebbe essere un link simbolico a un eseguibile situato in opt, dunque decidiamo se modificare il link oppure se andarci a cercare l’eseguibile in opt.

Fatto! Bastera` creare un lanciatore nei menu, sul desktop, sulla barra di lancio delle applicazioni, insomma, dove vi pare, facendolo puntare all’eseguibile che abbiamo individuato.

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Linux e Android, News

Ubuntu 13.10 abbandona X e adotta Mir di default

cof_orange_hex1Se ne parlava da tempo: Ubuntu vuole abbandonare X per adottare un server grafico differente. Prima si parlava di Wayland, poi di Mir, un progetto di Ubuntu adatto a desktop e a gadget mobili (smartphone, tablet).

Ora si apprende la notizia che Ubuntu 13.10 “Saucy Salamander” adottera` Mir come server grafico di default, in previsione del rilascio ultra-stabile 14.04 LTS.

Questo server grafico sara` supportato dai driver open di tutte le schede grafiche, ma non, per ora, dai driver proprietari (ci sono trattative in corso con i produttori). Per chi utilizza i driver proprietari sara` implementata una modalita` di fallback.

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#! Crunchbang Linux – Recensione

crunchbang-logo300Oggi non voglio recensire l’ennesima derivata ufficiale oppure l’ennesima release di Ubuntu, come oramai da troppo tempo stavo facendo. Oggi ricominciamo a scoprire cose nuove parlando di una distribuzione totalmente differente e che mi piace davvero molto!

Questa distribuzione di chiama Crunchbang Linux e i più smaliziati tra di voi capiranno molte cose sulla “vocazione” di questa distribuzione osservandone il logo qui di fianco.

In questo articolo parlerò della release 11 “Waldorf”.

Una distribuzione senza fronzoli

Questa distribuzione è fatta per dare nuova vita a computer datati, visto che, una volta avviata, occupa solamente 80Mb di RAM e come requisito minimo ne richiede 256Mb, requisito consigliato 512Mb. Quindi possiamo divertirci a usarla anche su computer non proprio nuovissimi. Però si può sicuramente installare anche su macchine più recenti ottenendo grandissime prestazioni e un’ambiente dove è piacevole lavorare.

Crunchbang è basata sulla release stabile di Debian con cui condivide tutti i repository tranne uno, che serve agli sviluppatori di Crunchbang per tenere aggiornati certi pacchetti che nel ramo stabile di Debian diventano vecchiotti abbastanza in fretta (per esempio: il kernel).

Parlavamo del logo: quel simbolo è il cosiddetto shebang, il simbolo da anteporre alla direttiva di interpretazione degli script bash. Non avete capito quest’ultima cosa? Non importa.

In questa distribuzione tutto è uno script: al primo avvio dopo l’installazione si avvia uno script che permette di aggiornate totalmente il sistema e che chiede di installare il supporto per la stampa, per esempio.

Installazione facile facile

L’installazione guidata è molto facile, anche perché l’installer dovrebbe essere quello di LinuxMint che a sua volta deriva da quello di Ubuntu, due distribuzioni che hanno fatto della semplicità di utilizzo per l’utente non esperto la loro bandiera.

Addirittura nella classica scelta di partizionamento del disco “Guidato – usa l’intero disco” (chi ha fatto almeno una volta un’installazione di Ubuntu sa di cosa sto parlando, per tutti gli altri: non importa) c’è la possibilità di scegliere di creare una partizione separata per le home directories degli utenti. E questa cosa mi piace parecchio!

Una nota negativa? L’immagine di installazione non sta su un CD-ROM, c’è bisogno di un DVD.

Al primo avvio

Al primo avvio, dopo lo script post-installazione, ci troveremo di fronte a un desktop nero con delle informazioni in alto a destra. Ci sarà anche una barra in alto con l’orologio, la gestione della connettività e poco altro. Il windows manager che stiamo utilizzando è il famosissimo Openbox, leggero e senza fronzoli. Sulla destra è presente la Conky, uno strumento che, se ben configurato, fornisce un sacco di informazioni utili sul sistema, addirittura c’è chi la utilizza per ascoltare la musica! In questo caso ci fornisce il carico della CPU, la RAM utilizzata al momento e poi qualche utile scorciatoia da tastiera.

Cliccando il tasto destro del nostro mouse in un qualsiasi punto del desktop apparirà il menu, quello di Openbox. C’è tutto ciò di cui abbiamo bisogno, Crunchbang viene già installata con i codec audio e video per i maggiori formati e con player è presente VLC; cosa volete di più?

Nel menu sono presenti inoltre alcune voci che si chiamano Install <nomeProgramma>. Queste voci corrispondono a programmi non installati, ma che l’utente potrebbe voler installare e per cui gli sviluppatori di Crunchbang hanno messo a punto uno script di installazione che verrà richiamato dalla voce nel menu. Geniale, vero? Questo aiuta i nuovi utenti a non trovarsi spaesati di fronte a una distribuzione minimale e votata pesantemente all’hacking.

Una distribuzione non per tutti

Io sto facendo un’esperimento: aspettando un nuovo giocattolino (e tentando di aggiustarne un altro), l’ho installata sul computer di una persona che se riesce a usarla lui, allora la possono usare tutti, ma secondo me non è una distribuzione adatta a tutti quanti.

Sono pochi i tools grafici (anche se qualcuno viene fornito, cercate nei menu!) e, anche se all’inizio gli sviluppatori ci sono venuti incontro includendo molto software e gli script per installare quelli più famosi (per esempio, Libre Office o Google Chrome) però se si vuole andare oltre bisogna utilizzare il vecchio gestore di pacchetti Synaptic oppure il terminale.

In ogni caso è una distribuzione ben fatta, molto leggera e credo proprio che la adotterò come la mia distribuzione, lasciando Ubuntu e derivate che mi erano venute un po’ a noia, sinceramente (evito i motivi perché la situazione di Ubuntu non è argomento di questo articolo, ma ce ne sarebbe da dire!).

Dove trovarla

Per qualunque cosa vogliate sappiare in più su Crunchbang e per scaricare l’immagine fate riferimento al sito ufficiale, crunchbang.org.

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