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Systemstats: grande consumo di CPU su OSX

Da un po’ di tempo mi sono accorto che il mio MacBook Pro aveva cominciato a scaldarsi e, di conseguenza, a far partire le ventole all’impazzata senza motivo. Questo comportamento è naturale quando il carico della CPU è molto intenso, ma spesso succedeva anche quando il pc stava facendo sostanzialmente nulla.

Ovviamente una spiegazione c’è sempre e mi sono messo a indagare.

Quando capitano queste cose, a meno che il notebook non sia molto nuovo, uno pensa che ci sia bisogno di una pulizia interna per eliminare l’accumulo di polvere che ostruisce le vie d’areazione e dunque lo smaltimento del calore. Vero, ma a volte la spiegazione è molto più subdola.

In questo caso il laptop sembava “lavorare” anche quando non stava lavorando, ma in realtà sembrava non lavorare quando in realtà stava lavorando.

Monitorando i processi attivi durante le “scampagnate” delle mie ventole ho notato che c’era sempre una costante, un bel processo chiamato systemstats.

Prima di tutto l’ho killato per verificare la faccenda e, guarda caso, il mio pc si è subito raffreddato e le ventole hanno smesso di sventolare e poi mi sono informato sul da farsi.

Purtroppo gli utenti Apple somigliano molto a quelli di Ubuntu nel senso che trovano le “soluzioni” senza pensare alle possibili conseguenze.

Cercando possibili soluzioni al problema ho subito scoperto che questo processo è un demone di sistema (ok, l’utente proprietario del processo era root, nulla di sconvolgente) che, una volta partito, parrebbe cominciare a fare un sacco di roba, facendo esplodere la propria richiesta di risorse di sistema. Un bel problema da risolvere per gli sviluppatori Apple.

Ma cosa fa questo simpaticissimo demone? L’unica cosa che sono sicuro che faccia è dare l’informazione sul consumo di energia da parte delle applicazioni, se cliccate sull’icona della batteria nella vostra barra vi dovrebbe comparire una cosa del genere:

Schermata 2014-04-20 alle 08.50.08

altre informazioni sui compiti svolti da questo demone non ne ho trovati. Ah, ovviamente se lo killate a mano e poi cliccate sulla batteria lui si riavvia e, se tenete aperta una finestra del monitoraggio dei processi noterete subito una cosa del genere:

Schermata 2014-04-20 alle 08.48.11

cinque thread attivati in pochi secondi di attività.

Ricapitolando: io non mi fido ad adoperare le soluzioni proposte su internet (c’è chi rinomina i file dei demoni in modo che il sistema non li trovi più per farli partire, c’è chi si limita a disattivare il demone, c’è chi addirittura cancella tutti i file relativi al servizio!) perché non so esattamente questo servizio cosa faccia.

La soluzione che propongo io? Se vi da fastidio il consumo di risorse da parte di questo demone killatelo usando il monitoraggio attività e riavviatelo cliccando sulla batteria, facendo così ora è da un po’ di tempo che non mi crea problemi, sperando di non doverlo uccidere troppo spesso altrimenti bisogna pensare a una soluzione alternativa.

Ovviamente speriamo che Apple risolva la cosa il più presto possibile.

N.B.: ovviamente gli utenti di laptop da 13″ soffriranno di più la cosa rispetto a chi utilizza MacBook più grossi, che dissipano meglio il calore. Ciò non toglie che ho letto lamentele per la situazione anche da utenti di MacBook da 17″!!!

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Emacs su OSX

Apple_logoDa un po’ di tempo ho iniziato a utilizzare Emacs come editor di testo e lo sto apprezzando  sempre di più. Ovviamente ho voluto installarlo anche sul mio MacBook e ci sono svariati modi per farlo.

Il metodo che ho trovato più comodo è stato quello di scaricare il pacchetto da QUESTO SITO e di installarlo come una normalissima applicazione per OSX.

Mi sono però scontrato con alcuni problemi risolti (più o meno) in fretta.

1. Lanciare Emacs da terminale

Bisogna dare il comando: /Applications/Emacs.app/Contents/MacOS/Emacs "$@". Scomodo. Aggiungiamo un alias nel file $HOME/.profile scrivendo la riga:

alias emacs='/Applications/Emacs.app/Contents/MacOS/Emacs "$@"'

Decisamente meglio, in più risponde a tutte le normali opzioni che gli si possono passare da terminale. Ottimo.

2. Le parentesi graffe

Non so se sia un problema della sola tastiera italiana, tant’è che non vengono riconosciute le parentesi graffe. Ora: come si fa a scrivere del buon codice senza delle ottime parentesi graffe?

Editiamo il file $HOME/.emacs aggiungendo le righe:

(setq mac-option-modifier 'none)
(setq mac-command-modifier 'meta)

riavviamo Emacs e siamo a posto.

3. Divertitevi

Scaricate (ed eventualmente stampate) la lista di molte scoriciatoie da tastiera di Emacs cliccando QUI.

E ora divertitevi con il vostro Emacs nuovo di zecca!!! :^)

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Recensione: iPod Shuffle 4G

apple-ipod-shuffle-2gb-4-generation-grafiteEra da tempo che meditavo di acquistare un iPod e gli ultimi eventi che mi hanno (finalmente!) riportato a frequentare una sala pesi mi hanno portato all’acquisto dell’iPod Shuffle.

Perche` proprio lo Shuffle?

Questa domanda me l’ha posta il commesso dell’Apple Store dove ho effettuato l’acquisto e la mia risposta (che il ragazzo immaginava) e` stata che l’ho voluto per portarlo con me mentre faccio sport. La maggior parte dei pantaloncini che utilizzo per fare sport sono senza tasche e, dunque, non ho un posto dove tenere le (poche) cose che porto con me. L’iPod Shuffle ha integrata una comodissima molletta per appenderlo dove piu` ci piace.

Il modello che ho acquistato io e` quello color ardesia che potete vedere nella foto qui in alto.

ipod-shuffle-4gPackaging

La confezione e` molto piccola e contiene l’iPod, il cavo USB-jack3,5, gli auricolari Apple (non i nuovi EarPods) e un piccolo prontuario in diverse lingue per iniziare subito a utilizzarlo. Il manuale completo lo si puo` reperire a QUESTO LINK sul sito Apple.

Come funziona

Scordiamoci l’approccio “ad albero di directory” di cui ho largamente parlato in QUESTO ARTICOLO. Lo Shuffle legge i metadati dei files musicali al suo interno e possiamo caricare la musica solamente tramite un software per la gestione di questo tipo di dispositivi (iTunes).

Lo Shuffle ha due modalita` di riproduzione, “in ordine” e “shuffle”, selezionabili tramite la leva in alto e che agiscono sulle playlist che abbiamo creato con iTunes (o cosa per esso) oppure sull’elenco di tutti i brani contenuti nel lettore.

Non c’e` possibilita` di decidere di riprodurre per artista o per album o altro: solamente “Tutti i brani” oppure per playlist. Tornera` quindi comodissimo crearci delle playlist personali da caricare sul nostro iPod.hero3

Possiamo selezionale le playlist tenendo premuto il tasto VoiceOver che ci dira` nelle cuffie quale playlist stiamo ascoltando dandoci la possibilita` di scorrere le playlist con i tasti << e >>. Premendo una sola volta il tasto VoiceOver ci verra` comunicato quale brano stiamo ascoltando.

I tasti + e – alzano e abbassano il volume e il tasto >/|| mette in pausa e fa riprendere la riproduzione. Tutto qua, non c’e` altro.

Cosa mi piace

  • La clip. L’ho comprato soprattutto per quello.
  • Poche funzioni, ma buone. Il mio ultimo lettore Mp3 aveva cosi` tante funzioni che non utilizzavo che rendevano scomodo l’accesso alle funzioni che volevo io: quelle per gestire la riproduzione della musica. Qui abbiamo queste e null’altro, sono ritornato ai bei vecchi tempi!
  • Peso e dimensioni ridotte sono una manna dal cielo!
  • Si ricarica e gli si caricano sopra i dati con il cavo USB-jack3.5. Non avevo mai visto utilizzare il jack da 3.5 per questi scopi, dovro` informarmi se e` un brevetto Apple oppure no.

Conclusioni

Il prezzo di questo aggeggino e` di 55 euro, sicuramente alto se si confronta con gli altri lettori Mp3 da 2Gb (si`, il taglio e` unico ed e` di soli 2Gb, piu` che sufficienti per i miei scopi, visto che ora lo sto utilizzando mezzo vuoto), ma appena lo si prende in mano l’alluminio spazzolato di cui e` costituito lo chassis di questo iPod fa subito passare di mente di aver speso troppi soldi per il tipo di prodotto che abbiamo in mano.

Insomma, e` davvero un piccolo gioiellino per portare sempre con noi la nostra musica preferita!

 

 

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La mia (maledetta) esperienza con (il dannato) iTunes

itunesPartiamo dal principio, in modo da tirare anche un momento le fila. Dall’ormai lontano 2007 sono un contentissimo utente di svariate distribuzioni Linux. Dal 2011 ho deciso di diventare un utente Apple (senza abbandonare il pinguino). Chi ha segue questo blog da un po’ di tempo avrà sicuramente notato che sono parecchio contento di questa decisione.

Sin dall’infanzia sono anche stato un grandissimo consumatore di musica. Come molti di voi, dall’avvento della musica digitale ho collezionato svariati Gigabytes di files musicali. Quale miglior modo di catalogare questi files se non avere diverse directory con il nome dell’artista e, all’interno, diverse sottodirectories con il nome dell’album che contengono i files relativi alle tracce dell’album? Penso che sia un modo molto intelligente di catalogare la musica, anche perché sono sempre stato (e sono ancora) uno di quei consumatori  “lenti” di musica: mi piace ascoltare un intero album per volta, godendomi l’interezza del progetto dell’artista, contro invece all’andazzo moderno di quella che ho battezzato in questo momento “fast music”, cioè l’ascoltare singoli brani, estrapolandoli dal loro naturale contesto. Forse al giorno d’oggi è raro trovare artisti che in un disco abbiano un progetto d’insieme e non mettano solamente assieme una decina di brani per pubblicare il lavoro. Sarà che sono ancora legato ai vari LP tematici dei vari De André, Bennato, Branduardi (ok, sto divagando…).

Veniamo a noi.

La veloce diffusione della musica digitale ha portato alla rapida diffusione dei lettori portatili, settore in cui la ha sempre fatta da padrone l’iPod di casa Apple (anche se io mi ricordo il mitico MuVo della Creative che io avevo nella versione da -addirittura- 512 Mb).

Questi lettori, sulla scia dell’iPod, hanno deciso che se ne devono altamente sbattere (e qui mi autocensuro per non essere volgare) dell’albero delle directories che uno gli carica dentro (sopra?), ma che devono organizzare l’ascolto attraverso i metadati salvati all’interno dei files digitali. Ovviamente questi metadati avrebbero bisogno di una cura costante a mano a mano che la nostra libreria personale cresce, pena ritrovarsi un bel casino di album spaccati in due o tre pezzi e moltissimi successi del famoso Artista Sconosciuto.

Fino a un paio di anni fa sono riuscito sempre a procurarmi lettori portatili che facessero ciò che io gli dicevo e che quindi leggessero le directories che io gli caricavo sopra (dentro?), quando il Creative Zen Stone ha deciso di tirare le cuoia la mia ragazza dell’epoca mi ha regalato il Creative Zen Mozaic (ah, avete notato una certa ricorrenza di un certo marchio per la mia musica digitale, ma se seguite questo blog da molto tempo lo sapevate già che sono sempre stato un estimatore di Creative, almeno in ambito musicale, nel 1997 avevo una Creative Soundblaster nel mio computer) che mi ha fiondato nell’incubo dei metadati. Per questi due anni ho più o meno combattuto la battaglia rimanendo all’incirca in parità, continuando a fruire della mia musica, almeno sul computer, selezionando i brani in una certa directory e aprendoli con un lettore multimediale che non ha bisogno di creare una libreria e creare una copia di tutti i tuoi files musicali su un disco che non ha abbastanza spazio per contere una copia di tutta la tua musica per farti ascoltare l’ultimo album degli Elio e le Storie Tese.

Ieri ho comperato un iPod Shuffle (i motivi li spiegherò in un’eventuale recensione apposita) e, se non lo sapevate sapevatelo, gli iPod si gestiscono solo ed esclusivamente tramite iTunes. Quindi se fino a ieri ero riuscito senza troppi sforzi a rimanere in parità nella gara contro i metadati della mia musica, adesso ho dovuto decidere di impegnarmi per riuscire definitivamente a vincerla.

Dunque, apro iTunes, capisce che ho collegato il mio iPod nuovo, lo battezza “iPod Shuffle di mioNome mioCognome” e mi chiede se voglio mettergli sopra tutta la mia libreria di iTunes. Visto che non ricordavo nemmeno di aver mai creato una libreria iTunes chiedo gentilmente se la cosa la possiamo fare in un altro momento e iTunes risponde in modo affermativo.

Dopodiché cerco un modo per cancellare quell’obbrobrio che iTunes chiama “Libreria” (se avessi una libreria, di quelle fisiche, così disordinata, penso che gli darei fuoco e la guarderei bruciare ridendo in modo isterico), mi convinco che il modo migliore sia di andare a cancellare a mano i files di configurazione della libreria di iTunes, visto che premendo su “Elimina Libreria” comparivano messaggi molto minacciosi. In effetti io sono abituato che un software che crea librerie di files crei una specie di “link” al file e che se io voglio eliminarlo dalla libreria viene in effetti eliminato solamente il link lasciando il file originale intatto. Apple è di un altro avviso e pensa che noi non dobbiamo più guardare nella nostra cartella “Musica”, ma gestire tutto da iTunes, quindi se si elimina un file dalla Libreria di iTunes il file verrà eliminato dal disco e da qualunque iPod, iPhone e iPad che passa nel raggio di mezzo metro dal nostro Mac. Insomma, una catastrofe.

Facendo svariate prove capisco che è possibile creare solamente il “link” al file, ma decido di importare i files in iTunes facendogli creare una copia di suddetti files in modo che iTunes li rinomini in modo opportuno in base ai metadati (e li organizza come Artista->Album esattamente come voglio io! Fantasmagorico, vero? E’ un po’ come se Apple abbia riconosciuto che sono intelligente!), ovviamente dopo aver fatto puntare queste copie sull’hard disk esterno e non sul piccolo SSD del mio MacBook.

Bene, queste cose ve le sto scrivendo mentre sto, piano piano, importando tutta la mia musica in iTunes, controllando i metadati contenuti in questi files e correggendo i (parecchi) errori.

Da notare che mentre iTunes modifica i metadati di una serie di brani non è possibile fare altro (per esempio leggere i metadati di altro) come anche quando gli fai cancellare un paio di giga di musica che hai deciso di controllare in seguito l’unica cosa che ti rimane da fare è di guardare la barra di avanzamento avanzare.

Insomma, non sono particolarmente contento del modo di lavorare di iTunes, si vede che è tutto improntato all’acquisto della musica sull’iTunes Store, penso che altre cose ve le racconterò nella prossima recensione dell’iPod Shuffle, ma soprattutto questa cosa dei metadati mi da parecchio, parecchio fastidio.

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Evento Apple 23 ottobre 2012 – La vera novità

Ho avuto finalmente un po’ di tempo, durante questo ponte, di guardare la prima parte del keynote di Apple del 23 ottobre 202. C’era tanta attesa per l’annuncio di iPad mini, l’annuncio è arrivato, non mi ha particolarmente impressionato, ma oggi non voglio parlare di lui.

Si è parlato tanto anche del nuovo MacBook Pro da 13 pollici con display retina. Era naturale che arrivasse, prima o poi, dopo il modello con monitor da 15 pollici. Era inatteso, invece, il nuovo iMac, sottilissimo e anche lui privo di unità ottica.

Ma la verrà novità di cui nessuno parla, che è passata un po’ in sordina, ma che a me interessa davvero molto è quella che Apple ha chiamato Fusion.

Oramai i dischi a stato solido (SSD) sono entrati nelle nostre vite e stanno prendendo sempre più piede con il progressivo abbassamento dei prezzi. Ammetto che anche io da qualche giorno, sono in possesso di una macchina equipaggiata con questo tipo di disco e la differenza si nota subito!

In cosa consiste Fusion? Apple propone i nuovi iMac con la possibilità di avere due dischi di tipo diverso: uno tradizionale, molto capiente, e l’altro più piccino, ma a stato solido. Fin qua nulla di strano, sono già sul mercato macchine che utilizzano la stessa filosofia: si tengono il sistema operativo e le applicazioni sul disco SSD e i dati sul disco tradizionale e la velocità di caricamento del sistema e dei programmi è notevolmente aumentata.

Fusion fa di più: inizialmente OSX e le varie Apps sono stirate sull’SSD e i dati sul disco a piatti, ma se il computer si accorge che una certa applicazione la usiamo poco frequentemente e invece utilizziamo spesso alcuni file che sono di tipo “dati” lui sposta questi ultimi sull’SSD e l’applicazione poco utilizzata sul disco tradizionale. In questo modo otteniamo un beneficio anche in termini di accesso ai dati più utilizzati.

Secondo i grafici di Apple questa tecnologia sfiora le prestazioni che si avrebbero avendo un unico, grande, disco SSD, senza ovviamente raggiungerle.

Ecco, questa, secondo me, è la novità più interessante presentata durante questo keynote, tutto il resto sono solamente nuovi dispositivi che, per quanto belli, nuovi, mini, sono solamente aggiornamenti di cose già viste, niente di veramente nuovo.

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Keynote Apple WWDC 2012 – Commenti e impressioni

Dopo l’esperienza (fallimentare, prima la mia connessione continuava a cadere, problema ora risolto, poi il filtro antispam di Twitter mi ha “acchiappato” causando la sospensione del mio account, anche questo risolto in un paio di giorni) della diretta Twitter del keynote Apple del WWDC 2012 oramai concluso ho appena finito di vedermi il podcast dell’evento e volevo scrivervi le mie impressioni sulle prossime novita` della mela. Per farlo seguiro` la scaletta che hanno seguito  durante la presentazione, cosi` teniamo le idee in ordine.

 

Introduzione

Tim Cook ci aggiorna sui risultati raggiunti da Apple nell’ultimo periodo. L’unica cosa che capiamo e` che Apple continua a essere un’azienda in forte crescita, nonostante la dipartita del suo uomo-immagine (e non solo immagine), Steve Jobs.

MacBook

Qui iniziano le novita`: completo rinnovamento hardware per la linea notebook di Apple. Nuovi processori Intel Ivy Bridge per tutti quanti, SSD con tagli piu` capienti per i MacBook Air, nuovi chip grafici Nvidia e USB3 per tutti. Insomma, una svecchiata a tutta la linea per incominciare.

Qua molti hanno notato una mancanza, per nulla sbandierata da Apple: mancano tutti i riferimenti al MacBook Pro da 17″.  Infatti, non e` piu` in vendita. Scelta che puo` lasciare indifferenti oppure puo` non piacere: a me lascia indifferente perche` un portatile cosi` grosso e` ben poco portatile e, secondo me, ha poco senso. Ma molti hanno portatili da 17″, quindi a loro vanno bene quelle dimensioni, io non sono nessuno per giudicare certe scelte, anche se la mia idea e` che un portatile deve essere portatile, quindi tutto cio` che e` oltre i 13″ io lo evito come la peste. In Apple si saranno fatti i loro conti.

Niente novita` sul fronte iMac e Mac Pro. Anzi, i Mac Pro sono stati aggiornati ai processori Ivy Bridge, ma senza annuncio.

E qui arriva la vera novita`: il nuovo MacBook Pro.

Chassis completamente rinnovato, disco SSD fino a 750 Gb, niente lettore ottico, USB3, monitor, per ora, solamente da 15″, doppia porta Thunderbolt ma, soprattutto, display retina. I dati id targa li trovate sul sito Apple, evito di copiarli nell’articolo. Prezzo di ingresso: 2299 euro. Bruscolini, insomma.

Portatile veramente stupendo, il display retina e` veramente promettente, aspetto di vederlo dal vivo e, magari, ci scappa anche una mini-recensione se riuscito` a metterci le mani sopra per qualche momento. Si prosegue sulla via dell’eliminazione dell’unita` ottica, i cd e i DVD hanno ben poca vita davanti, io, sinceramente, gia` da un po’ non possiedo piu` computer con lettore DVD e non ne sento la mancanza.

OSX Mountain Lion

Grandi novita` per il nuovo sistema operativo per pc. Ve le elenco da quelle piu` interessanti per me fino a dimenticarmi di quelle che mi interessano poco.

iMessage: sostituisce iChat e puo` inviare messaggi verso i dispositivi iOS connessi alla rete. Comodo e molto “integrato”. Ovviamente mantiene la possibilita` di gestire numerosi account di istant messaging, tranne quelli Windows Live.

Centro notifiche: molto simile a quello di iOS. Si richiama con una gesture sul trackpad. Molto, molto intelligente. Non hanno inventato nulla, sembrano le notifiche di GNOME, ma le hanno rese molto, molto funzionali.

iCloud su Safari: le tabs aperte su Safari vengono condivise su iCloud in modo da poter essere richiamate su iPad, iPhone e iPod Touch. Ovviamente vale anche il viceversa. Io sono tornato a usare Safari al posto di Google Chrome solo per sfruttare al meglio questa funzionalita`. Per la Apple sono altri soldi.

Prezzo: Lion era stato distribuito solamente via App Store al prezzo di 29.99$. Stesso metodo di distribuzione per Mountains Lion (partendo, ovviamente, da una release dotata di App Store, quindi Lion oppure Snow Leopard) e prezzo che scende a 19.99$. Giusto diminuire il prezzo, ci stanno chiedendo altri soldi sopo appena un anno dall’ultima major release di OSX. In euro sono poco piu` di 15 euro. Verra` rialasciato in Luglio.

iOS 6

Poche novita`, in realta`. Infatti molti ci sono rimasti male, di solito una major release porta almeno una grossa novita`. Siri su tutti per iOS 5. Invece niente. A parte Siri in molte altre lingue diverse da inglese, francese e tedesco. Si`, ci sara` anche in italiano.

Continuano a essere compatibili tutti gli iPhone attualmente in vendita (3GS, 4, 4S), iPad2 e nuovo iPad (viene quindi escluso il primo iPad), e solo l’ultima generazione di iPod Touch potra` essere aggiornata.

Conclusioni

Keynote molto lungo e pieno di novita`, soprattutto sul fronte MacBook. Aspettiamo di vedere come sara` il nuovo MacBook Pro (io sono gia` andato all’Apple Store a buttare un occhio il giorno dopo del keynote, ma ancora non c’era, sul sito, invece, e` possibile ordinarlo).

 

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I prodotti Apple sono davvero così costosi?

Da sempre Apple è vista come un’azienda che si è sempre fatta ben pagare i prodotti. Se parliamo di Apple con chiunque prima o poi verrà fuori la faccenda che, in un modo o nell’altro, scegliendo il marchio della mela si finirà per tirare fuori più soldi di chi, invece, si affiderà a marchi diversi.

Ma è vero? Forse qualche anno fa sì. Oggi, secondo me, di meno. Andiamo a vedere di cosa sto parlando.

Mi riferisco in particolare a due linee di prodotti che hanno avuto successo proprio grazie ad Apple: tablet e ultrabook.

Guardiamo i prezzi di iPad 2 (dallo store online del sito Apple). Per la configurazione base andiamo a spendere 484 €. Circa cento euro in più per ogni “raddoppio” di memoria che vogliamo acquistare (il taglio base sono 16 Gb, possiamo poi scegliere i modelli da 32 e 64 Gb). Se poi vogliamo anche la connettività 3G siamo a un prezzo di ingresso che si attesta sui 605 € e poi sempre cento euro in più per ogni taglio superiore di memoria interna.

Confrontiamo questi prezzi con quelli della concorrenza. Vi anticipo che i prezzi li ho presi dallo store online del sito di MediaWorld per mettermi nei panni dell’utente medio che vuole comprarsi un computer o un tablet, se voi riuscite a trovare l’aggeggio  di cui sto parlando a 100 euro in meno dall’amico dell’amico di vostro cugino, non mi interessa. Ho preso in considerazione solamente i modelli equipaggiati con sistema operativo Android perché, a parte iOS, è l’unico che davvero si può definire diffuso. Abbiamo un prezzo d’ingresso di 399 € con un Acer Iaconia Tab che ci offre solo la connettività wi-fi (come iPad) ma ci mette a disposizione 32 Gb di memoria. Ma questo prezzo inferiore di circa 80 € al concorrente rimane un caso isolato perché ASUS ci propone il suo Transfromer a 449 € e di nuovo Acer un altro Iaconia a 499. Siamo già oltre il prezzo di iPad e l’unico che ci offre qualcosa in più è l’ASUS che è dotato anche di tecnologia 3G.

Se valutiamo poi il top di gamma troviamo il Samsung Galazy Tab con un prezzo di 599 € contro i 605 € del rispettivo iPad. Beh, una differenza proprio irrisoria.

Adesso parliamo degli ultrabook. Macbook Air ha inaugurato questo segmento di notebook ultraportatili di grandi prestazioni. Il modello da 13 pollici costa minimo 1260 €. E la concorrenza? Circa la stessa cifra. Sul sito Mediaworld troviamo un Acera 1199 €, un ASUS a 1299 € e un altro Acer a 1399 €.

Mettiamo poi in conto che Apple ci offre un ultrabook da 11 pollici che parte da 957 €. L’unico concorrente che mi viene in mente è il Sony Vaio serie Z, il cui prezzo parte (secondo il sito ufficiale Sony, sul sito di Mediaworld non c’è) da 1558,99 €. Dov’è la convenienza adesso?

Diciamo che Apple non produce prodotti a basso costo in assoluto, posiziona le sue creazioni sempre piuttosto in alto, ma andando a confrontare i loro prezzi con quelli dei prodotti di fascia media o alta degli altri marchi non troviamo più quella differenza netta che, forse, c’era una volta.

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