Commenti e impressioni

Casio G-SHOCK GD-100 – Unboxing

In questo post voglio parlarvi di un oggetto che, forse, esula un po’ dagli argomenti tipici di questo blog. Ho deciso però di scrivere due righe e di girare un video di unboxing perché immagino che questo orologio possa interessare al lettore-tipo di queste pagine.

Oggi parliamo del Casio G-SHOCK GD-100, in particolare la referenza è GD-100-1BER, versione all black con display digitale negativo (numeri chiari su fondo scuro).

I G-SHOCK sono orologi molto, molto resistenti apprezzati dalle forze armate durante i combattimenti proprio per la loro resistenza in condizioni estreme. Ovviamente pochissimi di noi hanno in programma a breve di trovarsi attivamente in una zona di guerra, ma se vogliamo portare un orologio durante le nostre attività più “estreme” un G-SHOCK è sicuramente la scelta giusta.

Se ciò non bastasse per convincervi a comprarlo, sappiate che questa referenza è attualmente in sconto su Amazon a 47 euro, oltre il 50% di sconto sul prezzo di listino.

Per il resto faccio parlare il video che ho girato per voi.

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Linux e Android

HowTo: Installare Debian con MATE

Mate-logoQualche giorno fa vi ho parlato di MATE, un desktop environment che non è nient’altro che un fork del vecchio GNOME2. Nello stesso articolo vi avevo promesso una guida per effettuare un’installazione di Debian utilizzando MATE come desktop environment.

Potete scaricare l’immagine d’installazione che preferite da QUA. Io consiglio di installare una release del ramo testing in quanto ha i pacchetti di MATE già nei repository, se preferite installare la release stable dovrete abilitare i repository backports per poter installare il nostro ambiente grafico.

In questa guida do per scontato che voi sappiate installare Debian: non è difficile, l’installer è molto chiaro, anche se non è fascinoso come quello di altre distribuzioni. I passaggi sono sempre gli stessi. Dovrete solamente avere una cura: a un certo punto l’installer di Debian vi chiederà quali “gruppi” di software volete installare sul vostro computer. Selezionate quelli che preferite, ma deselezionate l’installazione dell’ambiente grafico. Ovviamente non prendere questa “precauzione” non ci toglierà la possibilità di installare MATE, ma installerà un ambiente desktop che noi potremmo non volere occupando inutilmente spazio su disco (come saprete due ambienti desktop su Linux convivono benissimo e la scelta tra le diverse opzioni installate la si fa al momento del login).

Terminata l’installazione riavviamo la macchina. Ci troveremo di fronte una shell di testo. Ce lo aspettavamo, in fondo abbiamo specificato che non volevamo installare nessun ambiente grafico. Debian è obbediente.

Dovremo effettuare il login inserendo il nome utente e la password quando sarà richiesta. Dopodichè effettuiamo il login in una shell di root con il comando:

su

ci verrà chiesta la password di root che abbiamo impostato al momento dell’installazione.

A questo punto dovremo dare due semplicissimi comandi:

apt-get update

apt-get install lightdm mate-desktop-environment-extras

alla fine del processo di installazione riavviamo il pc (comando reboot) e potremo utilizzare la nostra nuova e fiammante distribuzione con MATE!

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Linux e Android

Manuale di Ubuntu 13.04

cof_orange_hex1E` stato rilasciata la versione del manuale “Getting Started” di Ubuntu 13.04, ottimo punto di inizio per chi vuole avvicinarsi al mondo di Ubuntu e di GNU/Linux.

La guida per ora non e` disponibile in italiano, ma lo sara` a breve!

Potete trovare tutti i download della guida in .PDF a QUESTO INDIRIZZO. E` anche possibili acquistare la versione cartacea del libro a un prezzo molto accessibile.

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Linux e Android

Abilitare i click del mouse “tappando” il touchpad su Fedora + LXDE

ATTENZIONE: QUESTA GUIDA NON E’ PIU’ VALIDA. SEGUIRLA PUO’ PROVOCARE L’IMPOSSIBILITA’ DI AVVIARE IL COMPUTER CORRETTAMENTE. VIENE LASCIATA SOLAMENTE PER MOTIVI “STORICI”, MA, DI FATTO, NON PUO’ PIU’ ESSERE UTILIZZATA.

Una delle mie fisse quando uso un notebook (ma anche un fisso) è sempre stata quella di non voler utilizzare i tasti hardware per cliccare, ma di voler “tappare” il touchpad.

Queste funzioni di “tapping” risultano molto comode (per non dire utili) negli ultimi anni, con la diffusione dei touchpad multitouch (qualcuno ha detto Magic Trackpad?).

Installando Fedora con LXDE il click “tappando” non funziona. E nemmeno il “tap” con due dita che significa il click con il tasto destro. Poco male, armiamoci e partiamo alla conquista del “tapping”!

Apriamo un terminale e diamo il comando:

sudo nano /usr/share/X11/xorg.conf.d/50-synaptics.conf

per editare il file di configurazione di Synaptics (la quasi totalità dei touchpad è del tipo Synaptics, se non lo avete siete sfortunelli e non potete seguire questa guida).

Aggiungiamo al file le seguenti righe:

Option "TapButton1" "1"
Option "RBCornerButton" "3"

La prima abilita il click tappando con un dito, la seconda abilita il click destro tappando l’angolo in basso a destra del touchpad (non sono riuscito a trovare come abilitare il tap a due dita, se lo trovate aggiungetelo nei commenti qua sotto!).

Riavviamo e “tappiamo” dove vogliamo!

Ultima considerazione: lo scrolling con due dita funziona “out of the box”.

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Linux e Android

Canon Pixma MP280 su Linux Mint 11 (Ubuntu 11.04, ma anche tante altre distribuzioni)

Nei giorni scorsi ho avuto a che fare con la stampante multifunzione citata nel titolo di questo articolo. Per far funzionare l’aggeggio con Linux bisogna (c’era da chiederlo?) scaricare il software dal sito ufficiale, installarlo e poi prendere un accorgimento. Vediamo tutto nel dettaglio.

Scarichiamo, da QUESTA pagina, i primi due files (insomma, i drivers per stampante e scanner, non i loro sorgenti).

Una volta scaricati dobbiamo scompattarli e spostarci nella cartella dove l’abbiamo scompattato. Aprendo il file che nel nome ha “.deb” troviamo uno script di installazione (si chiama install.sh, non si può sbagliare!). Apriamo un terminale in questa cartella e diamo il comando:

./install.sh

Ripetiamo l’operazione anche per il secondo driver.

A questo punto dovremmo poter riuscire a gestire la stampante dall’interfaccia grafica apposita.

Lo scanner invece no. Insieme al driver abbiamo installato anche un software di scansione ed è quello che dobbiamo utilizzare per fare i nostri lavori. Peccato che sia scritto talmente bene che non si va a posizionare subito nel menu, dobbiamo aggiungerlo noi.

Fate come vi pare, aggiungetevi un lanciatore da qualche parte, fatelo partire da terminale, inserite una voce nel menu, ci sono mille possibilità, sappiate che il comando da dare per lanciare il software è:

scangearmp

Lo so, questa guida non è una guida passo-passo dove vi prendo per mano e vi guido alla soluzione del problema. Non vi ho scritto tutti i passaggi dei comandi da terminale per installare la stampante. Questo perché ho voluto scrivere questa guida per quante più distribuzioni possibili, diciamo tutte quelle che utilizzano la pacchettizzazione .deb e ognuna ha le sue particolarità. Inoltre negli archivi dovrebbero essere contenuti anche i driver per le distribuzioni derivate da Red  Hat, che utilizza la pacchettizzazione .rpm. Quindi hai voglia a distribuzioni. Il titolo comunque parla di Linux Mint 11 perché su quella distribuzione questa procedura è stata testata e funziona.

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OS X e iOS

Riordinare le icone in Launchpad

Oramai è un po’ di tempo che sto utilizzando Lion e mi sono scontrato con il solito trito dell’installa/disintalla applicazioni.

Se le applicazioni sono state scaricate e installate dal Mac App Store, nessun problema, ci sono vari metodi per disinstallarle, uno dei quali è accedere a Launchpad (cliccando sulla sua icona nel Dock oppure chiudendo pollice e tre dita sul trackpad), posizionare il puntatore sull’icona dell’applicazione indesiderata e premere sulla X che apparirà. Semplice, vero?

Ma se avessimo installato applicazioni non presenti nel Mac App Store come ci dobbiamo comportare? Se le applicazioni sono fatte da persone con un po’ di sale in zucca, queste hanno una funzione di “uninstall”, altrimenti dovremo rivolgerci ad applicazioni di terze parti che hanno il compito di disinstallare le applicazioni (con i relativi files sparsi per il disco) creati da persone che credono che il loro programma ci sarà utile per tutta la vita. Ovviamente qui si parla di applicazioni che necessitano di una “vera” installazione (Microsoft Office, per dirne una), in quanto la maggior parte delle volte basterà accedere alla cartella “Applicazioni” e trascinare l’icona dell’applicazione nel cestino, niente di più.

Benissimo. Ora abbiamo una panoramica dei vari modi per disinstallare le applicazioni su un Mac. Ma cosa notiamo? Esatto!

Alcune icone (a caso, non sono riuscito a capire bene la logica di tale comportamento) rimangono nel launchpad anche quando l’applicazione è stata disinstallata. Se proviamo a cliccarla il nostro Mac ci darà dell’idiota facendo comparire un enorme punto interrogativo sull’icona, come a dire: “Hai disinstallato questa roba, cosa vuoi da me?”. Risolviamo il problema.

Apriamo un fido terminale e digitiamo il comando:

cd ~/Library/Application\ Support/Dock

dopodiché digitiamo ancora:

rm *

e ancora:

killall Dock

adesso possiamo lanciare il nostro Launchpad che visualizzerà le icone delle sole applicazioni presenti nella cartella Applicazioni. Senza rimasugli indesiderati.

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Progetti e iniziative

Ora abbiamo anche un Wiki!

E ora il sito esCheip si arricchisce anche di un Wiki personale! Lo potete raggiungere cliccando il link nel menu in homepage.

Per ora non c’è un granchè (tranne una guida per installare Mediawiki su un hosting Altervista, visto che sono riuscito a trovarne soltanto una dopo molto tribolare, spero che serva a qualcuno), è solo un esperimento personale, se avete consigli su come utilizzare al meglio questa risorsa non avete che da scrivermeli!

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