Linux e Android, Progetti e iniziative

Linux Day Torino 2014, ci vediamo sabato al Poli?

Sabato 25 ottobre 2014 si svolgerà l’annuale evento dedicato ai sistemi operativi Linux! Da qualche anno a questa parte faccio parte del comitato organizzatore dell’evento che si svolge a Torino e dunque vi invito a partecipare!

Cosa si fa?

Sono stati organizzati diversi talk su diversi argomenti e sono divisi per aree tematiche. C’è davvero di tutto, dalle presentazioni introduttive su Linux e sul mondo del software libero agli argomenti per sviluppatori avanzati e anche qualcosa per chi è interessato ai sistemi embedded! Inoltre ci sarà un’aula dedicata all’ormai immancabile LIP (Linux Install Party) dove troverete volontari che vi aiuteranno a installare Linux sul vostro computer (leggete QUA per scoprire come preparare adeguatamente il vostro computer per il LIP in modo da rendere il lavoro dei volontari semplice, veloce (in modo da poter effettuare più installazione possibili) e sicuro (evitiamo la perdita di dati importanti sul vostro pc!)).

Dove e quando?

L’edizione torinese del Linux Day verrà ospitata per il secondo anno consecutivo dal Politecnico di Torino (ingresso della cittadella politecnica in via Boggio) e sarà aperta al pubblico sabato 25 ottobre dalle 14:00 alle 18:00. Per ulteriori informazioni potete consultare il sito ufficiale del Linux Day Torino: http://linuxdaytorino.org.

Se non siete dei dintorni di Torino, non disperate! Ci sono tantissime altri eventi organizzati in tutta Italia e potete scoprire dove e trovare i riferimenti per parteciparvi sul sito del Linux Day http://linuxday.it.

Tutto chiaro? Ci vediamo sabato per una giornata all’insegna del pinguino? :^)

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27 ottobre 2012 – Linux Day 2012 – Chi viene a trovarmi?

Come potete vedere dal banner qui a fianco, sabato 27 ottobre 2012 in Italia è il Linux Day!!! Durante questa giornata in molte città italiane vengono organizzati eventi dedicati al mondo del pinguino e, in generale, del software libero.

Io faccio parte del comitato organizzatore degli eventi di Torino, quindi se vi piacciono i miei articoli e volete fare due parole con me, oppure se non vi piacciono e volete venirmi a insultare, potete venire sabato 27 ottobre al Cortile del Maglio a Torino, io sarò uno di quelli con la faccia brutta e addosso la t-shirt dell’evento (disponibile alla popolare cifra di 10 euro per tutti i visitatori fino a esaurimento scorte) e la scritta STAFF sulla schiena che stazioneranno nella zona LIP (Linux Install Party). Potete venire anche se non avete una particolare opinione su ciò che scrivo e anche se non volete incontrarmi, ma siete solamente interessati al tema della giornata.

Ok, dopo queste parole di invito personale vi lascio qualche link utile per poter usufruire al meglio della giornata (potrete trovare anche eventi in una città vicina alla vostra, se siete troppo lontani da Torino, ce ne sono sparsi per tutta la penisola e io, che sono buono e bravo, vi metto il link per scovarli!).

Sito ufficiale Linux Day Italia (qui potete trovare la mappa degli eventi in tutta Italia!).

Linux Day Torino 2012 (data, orario, programma, luogo e tutto il necessario per raggiungerci!).

Blog Linux Day Torino (per essere sempre informato sulle ultime novità!).

Evento Facebook Linux Day Torino 2012 (dì a noi e ai tuoi amici che parteciperai!).

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Fedora 17 Beefy Miracle Beta – recensione

Oramai vi ho abituati a recensioni sulle versioni Beta delle distribuzioni più in voga (l’ultima Ubuntu non sono riuscito a testarla così presto, sto per rimediare, abbiate pazienza) ed eccoci arrivati al test di Fedora 17, nome in codice Beefy Miracle.

Prima di tutto un bel disclaimer: questa è ancora una versione di sviluppo, quindi installaltela a vostro rischio e pericolo, non è un sistema adatto al lavoro quotidiano in quanto potrebbe essere affetto da bug vari ed eventuali, per quanto sia una versione molto, molto vicina a quella definitiva (ed è per questo che io me la installo e la provo per voi), ma ogni tanto qualche “casino” può succedere, quindi non imitatemi se non sapete risolvervi i problemi da soli, aspettate il 22 di questo mese per avere il rilascio definitivo (a proposito, la release schedule è stata cambiata di nuovo in seguito a un nuovo ritardo, potete trovare le nuove date a questo link).

Ok, veniamo a noi.

1. Installazione

Questa volta ho voluto fare un’installazione “fresca” (ogni tanto ci vuole, per spianare i casini che ho creato nelle varie parti del disco :^) ) e ho potuto quindi testare l’ultima versione del programma di installazione, Anaconda. Come al solito (e come per tutte le distribuzioni “facili”) l’installer è ben fatto, veloce e offre un sacco di scelte, soprattutto per quanto riguarda il partizionamento del disco. A me poi frega poco, visto che il disco me lo partizioni a mano, ma a un utente poco esperto procedure guidate per ottenere configurazioni del disco diverse non può fare che piacere.

2. Avvio

Avvio molto veloce e svelto. Questo è uno dei motivi per cui ho deciso di fare un’installazione pulita: il boot della mia Fedora 16 era diventato lento come la Quaresima.

3. Creazione utente

Anche qua una nota di merito: è davvero possibile effettuare un sacco di personalizzazioni, anche avanzate, utilizzando l’interfaccia grafica. Se un utente non conosce il significato di certe opzioni può limitarsi a schiacciare Avanti Avanti Avanti e verrà guidato alla creazione di un utente comunque funzionante al meglio.

4. Prime note negative

Come saprete la mia Fedora-machine è nerdbook. Non ho ancora capito perché il click col “tap” sul trackpad è disabilitato di default. Nei repository non è presente il browser Chromium. Mi tocca installare Chrome scaricando l’RPM dal sito ufficiale. Quando cliché il bottone per scaricare il pacchetto vieni reindirizzato a una pagina dove Google mi dice che “Sono grandioso!”. Piccole soddisfazioni. L’installazione fallisce miseramente, tra le altre cose. QUI c’è la pagina del wiki di Fedora dove spiega come aggiungere il repo di Chromium (così ci teniamo sul politicamente corretto, e l’icona è blu, si intona con i colori del desktop), sia stabile che instabile. Io ho scelto l’instabile, non so perché, forse voglio veder crescere il numero di versione di Chrome ancora più velocemente di quanto già non faccia. Voi non fatelo e se lo fate, non venite a lamentarvi con me!

5. Grandi novità

Nessuna grandissima novità da segnalare. L’aggiornamento dell’interfaccia grafica di default porta GNOME alla versione 3.4. Manca ancora l’opzione per fare lo Shutdown del pc nel menu dove dovrebbe essere. E soprattutto manca “qualcosa” che permetta di ibernare il computer che non sia lasciar scaricare la batteria fino al livello “critico”. A quel punto si iberna da sè.

Novità che segnalo solo per un mio amico (che spero legga questo articolo). GIMP 2.8.

6. Conclusioni.

Tanto bello era lo sfondo di default di Fedora 16 (con il sottomarino sottacqua), tanto brutti sono i fuochi artificiali della release 17. Li ho subito cambiati. Nota a margine: a me scazza parecchio perdere tempo a modificare e personalizzare l’aspetto del mio sistema operativo, la trovo una perdita di tempo, infatti se le icone e gli sfondi di default non mi danno fastidio li lascio per sempre. Quindi, carissimi designer delle varie distribuzioni, cercate di fare un buon lavoro e di fare in modo che l’aspetto del mio sistema, appena installato, sia quantomeno guardabile. Grazie.

Il tema di icone di default fa schifo e non c’entra una mazza con tutto il resto. Non sono ancora riuscito a trovare il modo di cambiarlo. Non mi ricordo come avevo fatto con Fedora 16.

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Modificata la release schedule di Fedora 17

Lo sviluppo di Fedora 17 ha subito un leggero ritardo che ha modificato le date di rilascio precedentemente fissate.

Potete trovare la nuova release schedule a QUESTO indirizzo.

L’appuntamento è per il 15 maggio con la versione finale, ma rimanete collegati nei prossimi giorni con questo blog (qui di fianco potete iscrivervi alla newsletter, oppure aggiungere il feedRSS, oppure seguirmi su Facebook oppure Twitter, come preferite voi!) perché il 10 Aprile è fissato il rilascio della versione Beta che io ho intenzione di testare, quindi immagino che verrà fuori un articoletto per il blog.

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Raspberry Pi: il minicomputer ARM

Da pochi giorni è in vendita (ed è già esaurito) il minicomputer Raspberry Pi, che potete vedere nella foto qui accanto. Questo minicomputer è stato sviluppato dall’omonima fondazione per promuovere lo studio dell’informatica.

La macchina si basa su un’architettura ARM e verrà venduto in due versioni: model A con una sola porta USB e model B con una porta USB aggiuntiva e una scheda di rete ethernet. Il prezzo delle due versioni è rispettivamente di circa 25 e di 35 $.

Abbiamo in dotazione poi 256 Mb di RAM, un’uscita video HDMI e l’uscita audio. Niente hard disk, ci si affida al boot da scheda SD, che farà le veci del disco rigido.

Chi lo ha avuto tra le mani dice che funziona molto bene, io,sinceramente, tenterò di procurarmene uno appena possibile per smanettarci un po’. Ovviamente scriverò su queste pagine una recensione dettagliata della mia esperienza.

Potete trovare informazioni utili (e anche gli indirizzi per acquistare l’aggeggino) sul sito ufficiale del progetto.

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Si chiudono le finestre di Compiz

Sam Spilsbury, responsabile del progetto Compiz, ha dichiarato che presto si chiuderà lo sviluppo del famoso gestore di finestre. Proprio colui che ha portato le animazioni 3D sul desktop Linux (il cubo che giraaaaaaaaaaaaaa…) presto verrà abbandonato, anzi, pare che sia in stato di abbandono già da tempo.

Gentoo e openSUSE hanno già eliminato i pacchetti di Compiz dai loro repository, Fedora seguirà la loro strada con la prossima release, visto che il desktop di riferimento della distribuzione di Red Hat è GNOME3 e Compiz non è compatibile con il nuovo desktop del piedone.

Ma allora perché si continua a tenere attaccata la spina di Compiz? Perché Unity, il desktop targato Ubuntu, è, in sostanza, un plugin di Compiz e ha bisogno del gestore di finestre in questione per sopravvivere.

Sono però palesi gli interessi di Canonical per le librerie Qt (quelle di KDE, per intenderci) e se Unity dovesse mai adottarle allora non avrebbe più bisogno di Compiz e la storia si chiuderebbe lì.

Bene, era ora. Compiz è un progetto a cui dobbiamo essere molto grati però non se ne sentiva davvero più il bisogno.

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Fedora sarà una distribuzione “rolling release” prima o poi?

Da Ossblog si apprende di una discussione interessante sulla mailing list degli sviluppatori di Fedora.

In sostanza un developer si chiede se sia il caso che Fedora (o, meglio, una sua versione appositamente creata per l’occasione) diventi una distribuzione “rolling release”.

Una distribuzione “rolling release” non possiede aggiornamenti periodici, ma viene rilasciato l’aggiornamento di ogni singolo pacchetto qualora ce ne fosse bisogno.

Sicuramente mi farebbe piacere che Fedora, la mia attuale distribuzione preferita, adottasse questa politica che mi è rimasta nel cuore da quando ero un utente di Arch Linux.

E a voi utenti Fedora che leggete il mio blog? Piacerebbe avere per le mani una Fedora “rolling release”?

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