Storie

Mi prendi in giro?

Chi mi segue sui social network (se non lo fate potete incominciare cliccando sui bottoni qui a destra) avrà sicuramente letto i miei post di ieri sera. Per tutta la giornata di ieri sono rimasto senza connessione a casa, situazione parzialmente mitigata dal fatto che ho passato la mattinata all’università e buona parte del pomeriggio in giro per commissioni. Poco prima di cenare, però, ho deciso di chiamare l’assistenza del mio provider per verificare cosa stesse succedendo. Risponde un disco. Il disco parla in corsivo.

Per informazioni sulle linee mobili premere 1, per linee fisse premere 2. 2.

Per informazioni sulle nuove offerte premere 1, per informazioni sulle vecchie offerte premere 2, per segnalare un guasto premere 3. 3.

Per assistenza su questo numero premere 1, per assistenza su un altro numero premere 2. 1.

Adesso viene il bello.

Se non riuscite a telefonare premere 1, se non riuscite a connettervi premere 2. 2.

Ma come se non riuscite a telefonare? Ma se stiamo “parlando” al telefono dal mio telefono e te l’ho pure detto prima!

Sulla sua linea è in corso un disservizio che non le permette di connettersi, (ma se te l’ho detto io!) stiamo già lavorando per la soluzione del problema. Tututututu.

Ok, non sono riuscito a parlare con nessuno e il mio amico disco mi ha rigirato informazioni che io avevo appena dato a lui. Almeno adesso la mia linea funziona.

Annunci
Standard
Storie

Un virus da biblioteca

Qualche giorno fa ho deciso di andare a studiare in biblioteca. Nella biblioteca della mia città hanno da poco attivato il servizio di connessione ad internet wi-fi per gli utenti, grandioso!!! Devo dire che non sono un grande frequentatore della biblioteca, ma ero lì e ho deciso di provarlo, quindi mi reco al bancone.

IO: Vorrei utilizzare il wi-fi, cosa devo fare?

OPERATORE: Se è iscritto alla biblioteca (e lo sono) mi deve dare un documento d’identità e preprarsi col computer che le spiego la procedura da seguire.

IO: Ok, ecco il documento.

OP: Benissimo (mi porge un foglio) qui c’è il regolamento e in fondo trova un nome utente e una password che userà per accedere. Questi dati scadono ogni mese, quindi tra un mese deve venire qua a chiederne di nuovi. Ora le do le istruzioni da seguire per connettersi alla rete, intanto copi il contenuto di questa chiavetta (mi porge una chiavetta USB) sul suo computer. Lei che sistema operativo utilizza?

IO: Ubuntu.

OP: Come, scusi?

IO: Ubuntu!

OP: Sì, ma XP, Vista o 7?

IO (penso): Andiamo bene…

IO: Mi dia le istruzioni per 7, che poi mi aggiusto…

OP: Benissimo: nel contenuto della chiavetta (per inciso, un paio di eseguibli di cui uno era il programma di crittografia della chiavetta stessa, un certificato di sicurezza per la rete wi-fi e tre files .pdf con le istruzioni della procedura per XP, Vista e 7…) troverà il certificato per l’acceso alla rete wi-fi, seguendo le istruzioni che ci sono sui fogli che le ho dato potrà connettersi alla nostra wi-fi!

Piccola spiegazione: connettersi alla rete wi-fi consta di almeno 10 minuti di lavoro su WIndows 7, installazione di un certificato (secondo me, assolutamente inutile, soprattutto per come viene gestito), user e pass, insomma, ti fa passare la voglia di navigare…

IO: Perfetto, arrivederci.

Configuro il tutto (su Ubuntu) e ovviamente il mio fido network manager non riesce a stabilire una connessione. Incontro un mio amico che mi spiega che anche a lui da problemi la connessione, lui frequenta spesso la biblioteca, decido che se lui dice che fa schifo ne avrà ben donde e mi metto a studiare sfanculando il wi-fi.

Dopo un’oretta di studio alzo la testa e finalmente ero connesso!!! Leggo un paio di articoli sul sito di un quotidiano e la connessione cade.

Prendo la faccenda come una affronto personale e decido di utilizzare Windows 7 e vedere se la rete fa schifo in generale o solo con Ubuntu: copio la cartella della chiavetta sulla partizione di 7 e riavvio il mio pc.

Appena 7 si avvia AVG (nota applicazione antivirus) da di matto segnalandomi un virus: era il secondo dei due eseguibili che c’erano nella chiavetta (ricordo che nella chiavetta c’erano due eseguibili, il primo il programma di crittografia della chiavetta, il secondo, a questo punto, una bella sorpresina). Penso che i geni che hanno montato quell’accrocchio di rete avrebbero potuto anche togliere i permessi di scrittura a quella dannata chiavetta e che sicuramente se usano la stessa chiavetta per tutti i pc degli utenti non sia affatto improbabile torvarci sopra ogni genere di schifezza.

Vado al bancone per avvisare chi di dovere della cosa:

IO: Salve, avete presente quella chiavetta che…

Un altro utente sta per pucciarla nel suo bel portatile “powered by Windows Vista”

IO: No! Non farlo! (mi rivolgo nuovamente a OP) Ecco, lì sopra c’è un virus.

OP: E come fai a saperlo?

IO: Me lo ha detto il mio antivirus.

OP (notevolmente preoccupato): E adesso cosa dobbiamo fare? Un virus? Mamma mia! Ma come è possibile? Te sai dirci cosa dobbiamo fare?

IO (penso): Licenziare chi vi gestisce la rete wi-fi per iniziare…

IO: Far fare una scansione alla chiavetta da un antivirus aggiornato dovrebbe bastare…

OP: E dove lo trovo adesso un antivirus??

A questo punto interviene OP2 che dice di non preoccuparsi che loro non devono fare niente, si limiteranno a fare una richiesta di assistenza tecnica…

Io me ne torno al mio posto a studiare, se volevano gliela facevo io la scansione… Ah! La burocrazia!!!

 

Standard
Commenti e impressioni, Storie

Non sai usare [programma], sei arrogante!

Ieri, tornato a casa dall’università, mi sono trovato sulla scrivania un biglietto con una frase evidenzata. Diceva più o meno così: “Questa cosa può essere fatta usado questo tipo di software oppure quest’altro tipo di software.”. E poi una nota scritta a biro: “mi aiuti per favore? Lo devo spiegare a persone che non sanno molto utilizzare i computer”.

Perfetto. Visto che tra l’altro il fine ultimo di questi software è anche di aiutare persone con certi tipi di difficoltà mi sono messo al lavoro. Ho cercato un paio di informazioni con i motori di ricerca, ho preparato una bella mail con la spiegazione e i link alle pagine in cui le avevo trovate, nel caso si volesse approfondire la questione.

Oggi torno a casa e l’autore del biglietto, lo chiameremo PA, mi dice:

PA: “Grazie, ma io volevo sapere quali software potevo usare.”

IO: “Come ho scritto nella mail io di questi software non so niente, non li ho mai usati, chiedi a chi se ne intende, ti ho messo il nome sempre nella mail.”

PA: “Infatti li ho chiamati, mi hanno dato svariati nomi di programmi sia a pagamento che non, ne ho scaricato uno, ma poi cosa devo fare?”

IO (che stavo già googlando il programma perchè sapevo dove si sarebbe andato a finire): “Non ne ho la minima idea, non ho mai usato quel programma.”

PA: “Sì, ma io una volta che ho il file del programma e il file che devo aprire con quel programma sulla scrivania, cosa devo fare?”

IO: “Non ne ho la minima idea, non so come si presenti il programma di cui mi stai parlando, se si installa o se basta lanciarlo o chissà cos’altro.”

PA: “Ma io non riesco a usarlo!”

Intanto avevo scaricato il programma, dopo essermi sentito chiedere “Ma chi è nomedelladittaproduttricedelprogramma?” e aver risposto con l’ennesimo “E io che ne so?”.

Installo il programma, lo faccio girare con WINE, ma non vuole saperne. Allora, viste le insistenze di PA scrivo su google: “guida nomeprogramma” il primo risultato manda al .pdf della guida ufficiale del software.

PA: “Ah, bello, ma ora io cosa devo fare?”

IO: “Leggere la guida.”

PA: “Ma io devo solo capire come fare e spiegarlo, non mi interessa leggere.”

IO: “Di sicuro non leggo io per evitare di far leggere te.”

PA: “Vabbè, mandami la guida per mail. Ma poi, mi è apparsa una barra con il logo di quella ditta su ExploDer, come faccio a toglierla?”

IO: “Di preciso non lo so, prova nei menù Modifica, Visualizza…”

PA: “Ma come si fa a togliere?”

IO (spazientito): “Hai visto cosa ho fatto prima? Era tanto difficile? cerca guida ExploDer con Google e vedi cosa esce fuori!”

PA: “Tu devi imparare a essere un po’ meno arrogante, guarda…”

La gente a volte non capisce che tutto ciò che sai fare col computer non lo hai imparato guardando il cielo, ma hai letto, cercato, magari si è frequentato uno o più corsi. Di sicuro se io col computer so fare molte cose (non mi ritengo un genio del male in fatto di computer, ma diciamo che me la cavo un po’ più della media, almeno) non significa che io le sappia fare tutte.

Consigliare un programma significa averne provati diversi e per un certo lasso di tempo, non posso mettermi di sicuro (a meno di essere di fronte a un pagamento) a cercare, installare e testare più software.

Men che meno posso sapere a priori come funziona un software senza averlo mai utilizzato, nemmeno mai visto.

Di sicuro non mi metto a leggere il manuale d’istuzioni di una cosa che devi usare te (ovviamente sempre a meno di non farlo in modo “professionale”).

Anche perchè non avrebbe molto senso che io leggessi per poi riferirti ciò che ho letto, non fai prima a leggerti le cose da solo?

Per finire, una massima: se non ti serve il computer non usarlo. Sei convinto che ti serva? Impara a usarlo. Non sperare che qualcuno lo usi per te. Altrimenti significa che in realtà non hai bisogno di un computer, ma di un dipendente che lo sappia usare.

Standard
Storie

Perchè esistono le mailing lists?

Un bel giorno mi arriva per email un invito a un evento. “Vieni con noi a fare questa cosa in questo posto! Ti aspettimo!” Scrive il mio amico CA. Giorni fa erano stati raccolti degli indirizzi email per pubblicizzare questa cosa e io, sapendo che questa cosa avrebbe riguardato anche me, già mi ero preoccupato per ciò che sarebbe successo, tant’è che mi ero proposto di allestire una mailing list apposita, ma pare che non mi abbiano ascoltato.

Dopo aver letto l’invito, sono andato a sbirciare nel campo To: della mail “et voilà!” cento, duecento, indirizzi email belli serviti sul piatto d’argento.

Clicco rispondi e mando un’email a CA dicendo che certe cose bisogna evitarle, usiamo una mailing list, o usiamo il campo “Bcc:”. È quello il modo giusto per gestire certe cose!

CA mi risponde scusandosi, dicendo che non è esperto di queste cose (ma allora perchè non mi hanno ascoltato quando mi ero proposto non solo di trovare la soluzione migliore, ma addirittura di gestire io la cosa?).

Decido di lasciar perdere la faccenda, tanto oramai la frittata è fatta.

Dopo un paio di giorni mi arriva un’email in risposta alla conversazione “incriminata”, che come mittente aveva CA. Leggo un testo che recita le seguenti quasi testuali parole: “Gli indrizzi email a cui ho spedito l’invito sono questi <fottutissimo elenco dei cento, duecento indirizzi email> dovremmo spartirceli. Ma spartirci cosa?? Ma a chi volevi mandare quell’email??? Ovviamente come destinatari dell’email c’erano di nuovo i cento, duecento contatti, così chi non si fosse accorto che aveva a disposizione un bell’elenco-spam già preparato, ora lo sa di sicuro!!!

Ok, adesso glielo faccio io uno scherzetto: spammer, a me!!! Vi regalo questo indirizzo:

sonotroppobuono@perfareunacosacosì.com

Anche se se lo meriterebbe.

Standard
Storie

Helpdesk, scelgo te!

Questa mini-storia inizia e finisce il giorno in cui volevo configurare il mio client di posta preferito per ricevere la posta dell’universita` a casa senza dover ricorrere quell’aborto di webmail che ci forniscono, visto che vorrei evitare di essere perseguitato dalle email di “lavoro” importandole sul mio account Gmail. Bene, apro il mio client preferito, imposto qua e la` due parametri come mi pareva di ricordare, ma non sono sicuro della faccenda, infatti non funziona un fico secco.

Vado quindi sulla pagina dell’helpesk su cui trovo un pdf da scaricare con la guida passo-passo per configurare i due piu` diffusi client di posta (tra cui anche il mio client preferito). Ottimo! Configuro tutta la faccenda, scarico la posta, che viene anche indicizzata e sono felice e contento. Mando un e-mail di prova e si pianta. Il server in uscita pare volermi sputare in faccia. Ricontrollo le configurazioni, provo la configurazione alternativa consigliata sulla guida, ma niente pare voler far uscire posta dal mio pc. Almeno non attraverso quel server.

Bene. E` arrivato il momento di scrivere all’helpdesk. Compilo il form e invio, ricevo risposta dopo pochi secondi:

“Salve, noi dell’helpdesk siamo in ferie. Se avete proprio bisogno di una mano contattate l’helpdesk (link della pagina da cui ho aperto il ticket di assistenza)”.

Ma le tasse universitarie si pagano per stipendiare gente cosi`?

Standard
Storie

Quel posto è pieno di fottuti geni!

Ieri mattina stavo ancora studiando al mio posto quando GE, che sta lavorando col suo netbook pare essere un po’ in difficoltà, quindi chiede aiuto a RE.

GE: “Scusa, io avrei questo grafico qua, che vorrei mettere nella mia relazione, ma come non riesco a copiarlo, sai mica darmi una mano?”

RE: “Eh, allora, guarda, copiare la roba dai .pdf non è che sia semplicissimo… potresti provare… no, aspetta… non lo so mica, io!”

Ok, a me vengono in mente 10mila modi per copiare quel grafico, ne diciamo uno a testa? Io dico: “Fai uno screenshot e poi lo tagli con quel programma che nessuno conosce che si chiama paint! (<flame> ma solo perchè sei su Windows, su Linux ci sono nativamente programmi (anche da linea di comando!) che fanno lo shot della sola parte di schermo interessata </flame>)”

P.S.: Inutile dire che il desktop di GE è un 10″ con un centinaio di icone che (non sto esagerando) uscivano addirittura dallo schermo, alcune si vedevano solo a metà!

Standard
Storie

W i .doc!

Ero seduto a farmi i fatti miei e a un certo punto, nel silenzio mattutino, sento una ragazza che dice, al telefono, le seguenti cose: “No, lui lo ha scritto con Windows,  qui c’è Linux, lo apre male digli che lo trasformi in .pdf e che lo mandi a te, così poi tu lo mandi a me, io lo apro qui e lo stampo. No, non è più semplice andare in copisteria. Facciamo così. Ciao.”

Segue una mezza mattinata (io intanto facevo gli esercizi per la sfida con l’ingegnere, chi mi conosce di persona sa di cosa parlo :D) di cazzeggiamento su internet aspettando che le varie persone coinvolte nella faccenda eseguano gli ordini.

A volte usare formati liberi, oltre ai soldi, può far risparmiare molto tempo a un sacco di gente.

Standard