Curiosità e amenità, Fisica e scienza

Cerchi nel grano a Poirino: chi li ha fatti?

Il "crop circle" comparso ieri notte a Poirino

Il “crop circle” comparso ieri notte a Poirino

Ieri sera (stamattina) sono tornato a casa verso l’una e mezza, prima di addormentarmi do una lettura alle notizie su internet e leggo che nella mia zona (Marocchi, vicino a Poirino in provincia di Torino) è comparso un nuovo cerchio nel grano. Ne parla La Stampa.

Non è la prima che compaiono queste “opere d’arte” nelle campagne di questa zona.

Benissimo, vi lancio una sfida: chi ha fatto quel cerchio nel grano? Io lo so, vediamo se anche voi saprete utilizzare come si deve il vostro motore di ricerca preferito per scoprirlo!

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Crittografia a chiave pubblica per le email: io mi sono deciso a usarla. E voi cosa aspettate?

Il titolo di questo post può sembrare aggressivo. Lo è. Perché in molti si lamentano che su internet si viene spiati, ma se “crittografia a chiave pubblica” è un nome che può sembrare difficile, ci sono strumenti software che gestiscono la faccenda al posto nostro. Noi dobbiamo solamente preoccuparci di capire come funzionano le cose o, in realtà, cosa dobbiamo fare per farle funzionare.

In realtà non dobbiamo fare molto, solo installare un software sul nostro computer e cominciare a usare la crittografia per mandare i nostri messaggi mail. Ci spiega come fare il sempre ottimo Paolo Attivissimo con 4 articoli che trovate qua: 1, 2, 3, 4.

Io da oggi firmerò la maggior parte dei miei messaggi. Potete trovare la chiave pubblica per verificare la mia firma sui server delle chiavi oppure a questo link oppure incollata qua sotto.

Buon divertimento e non fatevi spiare!

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Comment: GPGTools - https://gpgtools.org


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Il diamante e il letame: Feynman e quello che gli sta intorno

RIchard P. Feynman

RIchard P. Feynman

Da qualche settimana il sabato vado a studiare in una biblioteca di Torino, visto che gli esami si avvicinano a passo spedito. Ieri mi sono deciso a farmi un giro tra gli scaffali della biblioteca, alla ricerca di qualcosa di interessante o anche solamente per fare un momento di pausa. Arrivo finalmente allo scaffale dove sono conservati i libri di fisica e comincio a guardare un po’ più attentamente (scusate, ma “Il Cinese per Italiani” non ha attirato per nulla il mio interesse).

Troviamo una schiera (si fa per dire, visto che su decine di scaffali lunghi qualche metro solamente un ripiano di un paio di metri è dedicato alla fisica) di libri più o meno divulgativi tra cui scorgo una chicca: QED di Richard Feynman. Lo prendo, lo sfoglio e decido di penderlo in prestito per leggerlo con calma. Questo libro è la trascrizione del ciclo di quattro conferenze tenute dal fisico premio Nobel al UCLA in qui spiega la QED, cioè l’elettrodinamica quantistica. Le conferenze non erano tenute per degli addetti ai lavori, dunque le spiegazioni sono il più possibile orientate verso il “comune mortale”. Ovviamente il libro può anche essere letto da chi invece della materia ne mastica, Feynman dice che seguire le sue conferenze può servire a capire perché si fanno tutti quei calcoli.

A poco più di una mia spanna (vedete quanto studiare fisica insegni a usare correttamente le unità di misura?) noto un altro libro che attira la mia attenzione, sia per il titolo che per il nome dell’autore. Il titolo aveva a che fare con il Bosone di Higgs (diciamo anche, per chiarezza, che il Bosone di Higgs è stato trovato e il libro in questione non ha quasi nulla a che fare con la teoria di Higgs) e l’autore, beh, diciamo solamente che è noto per essere uno di quegli scienziati contafrottole. Uno di quelli le cui teoria non sono mai state pubblicate su riviste scientifiche di un qualche peso internazionale e uno che crea un business sulle proprie idee strampalate, comportandosi come un complottista fatto e finito. Proprio per non alimentare questo business non vi darò gli estremi né del libro, né del tizio, vi basti sapere che Voyager (sì, la trasmissione di Rai2, sì quella di Giacobbo) ha dedicato molto tempo a questo signore in modo che potesse difendere le sue teorie. Spero di aver reso l’idea.

Aver visto quel libro in una biblioteca civica mi ha fatto un pochino salire il sangue alle tempie. Non capisco come mai l’amministrazione pubblica debba, in qualche modo, certificare le fandonie di certa gente. Fabrizio De André cantava:

Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior

Il problema è che quando ci si pone di fronte a un pubblico generalista bisogna anche saper scegliere bene cosa dirgli, cosa non dirgli e in che modo dirglielo. Insomma, bisogna saper capire quando mettere sullo scaffale il diamante e quanto il letame.

Mi spiego meglio. Per una persona molto informata in materia distinguere tra un libro che è un diamante (in questo caso quello di Faynman) e uno che invece è letame è decisamente difficile in quanto entrambi i contenuti non potranno assolutamente essere compresi a fondo e se per comprendere i primi bisogna passare qualche anno a studiare il secondo si fa moltissima pubblicità sul web dunque ha persino più appeal per l’uomo comune. Si rischia di fare disinformazione allo stato puro. Anzi, aver messo il libro “letame” vicino a quello “diamante” potrebbe portare chi non è in grado di distinguere da sé le due tipologie di libri che siano entrambi molto validi perché sono sullo stesso scaffale.

Insomma, quel libro non dovrebbe stare su quello scaffale. Togliamolo, nascondiamolo. Evitiamo di acquistarlo!

Ah, piccolo inciso: prezzo di copertina del libro di Feynman €10, prezzo del libro “letame” €12. E anche queste sono tasse nostre.

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L’informatica come scienza e come gli scienziati gli si approcciano

In questo periodo sto seguendo molti corsi all’università, motivo per cui non sto scrivendo molto sul blog (sicuramente mi scuserete per questo). Due di questi corsi hanno a che fare con l’informatica e con la programmazione. Un altro corso simile l’ho seguito questo inverno e il fatto che questi tre corsi abbiano avuto professori diversi mi ha dato l’opportunità di  rendermi conto come diversi scienziati (tutti questi professori sono ricercatori scientifici) si approccino in modo differente all’uso del calcolatore nella propria vita, ma, soprattutto, come questo modo di approcciarsi si rifletta su come e cosa insegnino agli studenti.

Per la cronaca il “tipo” di scienziati sono (ometto i nomi per rispetto delle persone -non mi piace parlare di privacy, in quanto i nomi, i loro curricula e le pubblicazioni sono liberamente disponibili sul web, basta fare qualche ricerca-, in ogni caso molti miei lettori conoscono bene almeno due su tre di questi personaggi): un fisico sperimentale, un fisico teorico e un informatico.

Ciò che ho notato in prima battuta è che ognuna di queste persone ha, ovviamente, una propria idea di cosa voglia dire utilizzare bene il computer e di quale sia il metodo di lavoro corretto. Quello che fa la maggior parte di loro è di tirare merda su ciò che a loro non piace e di esaltare all’infinito ciò che a loro piace. Ma faccio degli esempi, così capite meglio:

Lezione in aula informatica: uno studente chiede aiuto al professore, quest’ultimo arriva e la prima cosa che fa e mettere mano a mouse e tastiera e modifica alcune parti di codice come piacciono a lui, senza ascoltare la domanda. Oppure il professore, senza ascoltare la domanda inizia a dire allo studente di cambiare l’impostazione del codice. Ora, io sono più che convinto che il FORTRAN sia un potentissimo strumento, ma se sto programmando in C(++) ho tutto il diritto di utilizzare le potenzialità di tali linguaggi, senza dover “far finta” di vivere qualche decennio fa utilizzando solamente una differente sintassi. Per di più questi corsi sono corsi di laurea magistrale e già nella triennale c’è almeno un corso obbligatorio di programmazione (parlando del mio corso di laurea) dove lo studente impara a gestire certe cose del linguaggio.

Un altro studente chiede una mano al professore, gli fa vedere un plot fatto con $SOFTWARE. Il plot è corretto, ma lo studente ha un dubbio sulla teoria. Il professore vede il plot, dice che è sbagliato, tira fuori il notebook, e passa 15 minuti a tentare di fare il plot corretto utilizzando $ALTROSOFTWARE per poi rendersi conto di aver male interpretato una variabile della funzione, che il plot dello studente e quello suo erano corretti e si è finalmente deciso ad ascoltare la domanda. La risposta? “Sarà un problema di $SOFTWARE, dovrebbe funzionare!”.

Ora, questo post sta diventando una valvola di sfogo per vari episodi che sono capitati a me e a dei miei compagni a cui ho assistito, ma il concetto che volevo esprimere è che l’informatica è una scienza giovane, non siamo ancora arrivati al punto in cui molte cose sono accettate allo stesso modo dalla quasi totalità di chi si avvicina al campo (e forse mai ci arriveremo, se continuerà a evolversi così velocemente) il punto è che tra tutti questi chi ha ragione?

Ha ragione chi, al posto di perdere tempo a convincere il mondo che il modo che usa lui per fare le cose sia il migliore, sta zitto e fa le cose, come uno dei tre professori che non è protagonista di nessuno degli esempi qua sopra riportati che ringrazio per avermi insegnato molto più di tutti gli altri, anche se mi sono dovuto fare un discreto mazzo per superare il suo esame, ma ne è valsa la pena!

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Commenti e impressioni, Fisica e scienza

Alziamo il naso e guardiamo la ISS!

Ecco una bella iniziativa!

1. Cos’è la ISS?

È la International Space Station, la Stazione Spaziale Internazionale, un “laboratorio spaziale”, un “accampamento permanente” dell’uomo nello spazio. Insomma, è una stazione spaziale in cui vivono un piccolo numero di esseri umani in orbita intorno alla Terra. Questi astronauti conducono numerosi esperimenti e loro stessi sono oggetto di studio, in quanto si sta tentando di capire come reagisce il corpo umano dopo un lungo periodo nello spazio. Giusto per dire due parole.

2. È visibile a occhio nudo!

Forse non tutti sanno che la ISS è visibile a occhio nudo dalla terra, ci appare come una lenta cometa luminosa. Ovviamente bisogna saper riconoscerla, ma soprattutto, bisogna sapere quando, durante le sue rivoluzioni intorno al nostro pianeta, percorrerà il tratto di cielo visibile da dove ci troviamo.

3. Ci aiuta direttamente la NASA.

È disponibile a QUESTO LINK iscriversi a un servizio fornito direttamente dall’ente spaziale statunitense che ci avvisa, una volta inserite le coordinate della nostra posizione, quando possiamo alzare il naso e osservare i nostri astronauti attraversare il cielo.

Simpatico, vero? Se vi iscrivete al servizio, mi postate le foto delle vostre osservazioni? Io farò altrettanto!!!

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Fisica e scienza

Al CERN è stata scoperta una nuova particella

Sarà il Bosone di Higgs? Pare ci somigli molto, ma quello non si può ancora dire con certezza. Sicuramente è stata scoperta una particella che ancora non si conosceva. E, almeno per questo, oggi è un giorno importante. Il sito del CERN lo celebra con un’homepage dedicata, che ho voluto salvare a imperitura memoria.

Stamattina ho seguito la presentazione dei risultati in diretta e la cosa che mi ha colpito di più sono state le lacrime di Peter Higgs, presente in sala, che è riuscito a vedere confermata la sua ipotesi.

 

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