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Mio LINK – Recensione

Oggi parliamo di sport! Uno dei parametri che gli sportivi spesso tengono sotto controllo durante i loro allenamenti è la frequenza cardiaca, che da un’indicazione sullo sforzo effettuato dall’apparato cardiocircolatorio durante l’attività. Ma questo non è un blog sportivo, ma ci interessa la tecnologia. Negli ultimi anni moltissima tecnologia si sta applicando alla pratica sportiva e molte innovazioni, scendendo di prezzo, stanno arrivando sul mercato “consumer”. Diciamo che, a seconda dello sport praticato, ci si può più o meno riempire di sensori per misurare qualsiasi parametro senza spendere più di 1000 euro tra tutte le attrezzature necessarie. Il problema è poi sapere esattamente cosa farci di questi dati: saperli dunque interpretare e trarne informazioni utili per valutare l’andamento dei nostri allenamenti.

Di recente ho cominciato a monitorare la mia frequenza cardiaca usando una classica fascia  da indossare al petto. Molte persone trovano scomoda questa soluzione, la fascia si sposta (e quindi perde precisione nella misurazione) oppure risulta troppo stretta. Nella maggior parte dei casi risulta semplicemente scomoda e fastidiosa. Se ascoltate qualche discorso tra sportivi sentirete dire peste e corna di questo oggetto, ma alla fine bene o male tutti prima o dopo si sono rassegnati a utilizzarlo.

Nel mio caso la fascia non mi crea troppi problemi di scomodità (anche se ogni tanto tendeva a scendere perdendo la misurazione), mi lasciava invece una fastidiosa escoriazione sul fianco e quindi mi sono subito messo alla ricerca di un metodo alternativo per misurare la frequenza cardiaca senza dover avere le piaghe addosso.

Negli ultimi tempi si stanno diffondendo i sensori cardio da polso, perlopiù integrati in orologi da polso, con o senza modulo GPS. La differenza di comodità è subito evidente: al posto di avere una fascia che ci stringe il petto, abbiamo semplicemente il nostro orologio che, grazie a un sensore ottico a contatto col polso, registra la frequenza cardiaca.

Uno die problemi è però che i modelli di cardio-GPS con sensore integrato sono pochi e dunque la scelta all’acquisto dell’orologio nuovo si riduce di molto, escludendo modelli davvero molto interessanti come rapporto qualità-prezzo. Inoltre questi orologi hanno una vita utile di parecchi anni (escludendo sempre il caso in cui l’atleta voglia sempre l’ultimo ritrovato tecnologico al polso) e dunque sarei stato costretto a sostituire il mio GPS da polso anche se relativamente nuovo e con ancora davanti una vita lunga e prosperosa.

370A_9Dopo questa lunga introduzione passiamo all’oggetto dell’articolo: il Mio Link. Un sensore da polso collegabile al nostro orologio via ANT+ e Bluetooth. No, non ho messo la “e” in grassetto per sbaglio: la particolarità di questo sensore è che trasmette il segnale in entrambi i canali, quindi se abbiamo (per caso, non che sia il caso del sottoscritto) un orologio ANT+ e prevediamo di sostituirlo con un modello Bluetooth (visto che i modelli che stanno uscendo sul mercato da un paio d’anni a questa parte sono tutti Bluetooth) potremo utilizzare lo stesso sensore, senza doverlo sostituire con un modello che utilizza l’altra tecnologia. Questo penso sia il suo vero punto di forza: può collegarsi con una serie sterminata di dispositivi ed è capace di fare il suo lavoro anche sott’acqua, quindi ottimo per chi vuole monitorare la frequenza cardiaca mentre pratica il nuoto.

Il bracciale è di gomma, comodissimo (più di quello del mio GPS), si riesce molto facilmente a trovare una posizione in cui il sensore aderisce bene al braccio (il sensore ottico deve essere bene aderente per effettuare una misurazione precisa) e non si muove da dove è stato posizionato.

Il funzionamento è molto semplice: c’è un tasto ON/OFF e il resto si fa dal dispositivo a cui si vuole collegarlo, che sia un orologio GPS oppure uno smartphone.

Lo utilizzo oramai da due settimane e non tornerei mai indietro alla fascia da petto che, per quando fornisca una misurazione un pochino più stabile della FC, mi dava comunque troppi problemi. Inoltre la misurazione fornita dal bracciale è abbastanza precisa per valutare correttamente la FC media dell’allenamento e anche per valutare la zona di allenamento durante l’attività, quando la precisione al singolo battito non è assolutamente necessaria.

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Io lo uso in questa configurazione: sullo stesso braccio del GPS.

Non ho effettuato test di durata di batteria perché di solito ricarico queste cose circa una volta alla settimana, in modo da averli ben carichi per l’attività della settimana. Diciamo che utilizzandolo 5 ore la settimana non sono mai rimasto “a piedi”. La durata dichiarata (veritiera secondo chi ha effettuato test più approfonditi dei miei) è di circa 7/8 ore di funzionamento.

L’unica caratteristica che davvero non capisco è la scelta di avere un caricabatteria proprietario, quindi si ha un ulteriore oggetto da utilizzare, che si può rompere rendendo difficile il reperimento del ricambio (tra 5 anni la Mio produrrà ancora il caricabatteria del mio bracciale?) e da ricordare di portarsi dietro quando si va via da casa per più di pochi giorni. Un connettore microUSB sarebbe stato apprezzatissimo.

Consiglio l’acquisto di questo oggetto? Se avete anche solo un motivo per rifarvi della fascia da petto, sicuramente può essere una validissima alternativa. Il prezzo di aggira al momento tra i 70 e gli 80 euro.

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