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Usare uno script bash per un backup intelligente

Sotto Natale di fanno acquisti. Io ho acquistato un nuovo disco esterno per fare il backup dei miei dati (se ci tenete a saperlo un WD MyBook da 2Tb, bellissimo anche a vedersi). Su questo disco faccio il backup sia del mio portatile (che è un MacBookPro, dunque gestisco il backup con TimeMachine, una delle invenzioni più riuscite di tutta la storia di Apple), sia del disco esterno che utilizzo come magazzino per i dati ad accesso infrequente (documenti da tenere nell’archivio virtuale, ma che probabilmente non serviranno mai più), oppure i file originali delle fotografie che scatto (che essendo file RAW occupano un sacco di spazio); insomma, uso il mio disco esterno come una persona normale ed è bene che questo disco abbia un backup.

Per eseguire il backup di questo disco ho scritto uno script bash (che prende più che ampiamente spunto da questo) da far girare all’occorrenza (eventualmente in automatico) in modo che effettui una sincronizzazione dei dati tra i due dischi.

Per farlo funzionare a dovere bisognerà scrivere i percorsi dei dischi di cui effettuare il backup e di quello che ospiterà il backup (per esempio, su un sistema OSX di solito è /Volumes/nomeDelDisco/), inserire la lista delle cartelle presenti sul disco di cui effettuare il backup (per esempio, Musica, Immagini, ecc…) e dopodiché basterà lanciare lo script.

Per dare il permesso di esecuzione allo script digitate il comando:

chmod u+rx nomeScript.sh

dopodiché potrete lanciarlo così:

./nomeScript.sh

Lo script gestisce anche il restore dei dati basterà lanciarlo dandogli come argomento la parola restore. Esempio:

./nomeScript.sh restore

Ovviamente inserendo i percorsi corretti funziona non solo per backuppare dischi esterni, ma per fare il backup di qualsiasi directory presente sul vostro computer!

Ah, un’ultima cosa, forse la più importante: lo script potete scaricarlo da QUA. Una sola raccomandazione: lo script sincronizza le cartelle dunque se cancellate qualcosa per errore sul disco “sorgente” verrà eliminato anche sul disco di backup. Eliminare questo comportamento non è affatto complicato, ma vi invito a leggere il manuale di rsync (che è il programma su cui si basa lo script per fare il suo lavoro) per scoprire come fare modificando (di pochissimo) il codice dello script.

Buon divertimento e non dimenticate di fare il backup dei vostri dati! Sempre!

5 commenti su “Usare uno script bash per un backup intelligente

  1. Ricordo di aver scritto uno script che usando rdiff-backup permetteva di eseguire snapshot (e restore) incrementali. Rispetto a rsync credo sia un’alternativa migliore (per i backup).
    Qui il link, nel caso tu voglia approfondire: http://www.nongnu.org/rdiff-backup/

    PS: Ovviamente lo script e` andato perso, alla faccia del backup =.=

    • Grazie per la segnalazione! Di sicuro lo userò in futuro, ma per questa cosa no, non mi interessa il backup incrementale di questo tipo di dati. Del disco del computer, invece sì, ma Time Machine effettua un backup incrementale e permette restore dell’intero sistema molto, molto facilmente.

  2. […] scorso articolo vi ho raccontato che ho scritto uno script bash per effettuare il backup che utilizzo per […]

  3. Ma perché vi ostinate ad usare tecnologie obsolete per fare backup? C’é ZFS (anche su Linux) che fa gli snapshot temporali a livello filesystem e btsync per fare la sincronizzazione incrementale (funzia anche su Android, ios,..)

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