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Il diamante e il letame: Feynman e quello che gli sta intorno

RIchard P. Feynman

RIchard P. Feynman

Da qualche settimana il sabato vado a studiare in una biblioteca di Torino, visto che gli esami si avvicinano a passo spedito. Ieri mi sono deciso a farmi un giro tra gli scaffali della biblioteca, alla ricerca di qualcosa di interessante o anche solamente per fare un momento di pausa. Arrivo finalmente allo scaffale dove sono conservati i libri di fisica e comincio a guardare un po’ più attentamente (scusate, ma “Il Cinese per Italiani” non ha attirato per nulla il mio interesse).

Troviamo una schiera (si fa per dire, visto che su decine di scaffali lunghi qualche metro solamente un ripiano di un paio di metri è dedicato alla fisica) di libri più o meno divulgativi tra cui scorgo una chicca: QED di Richard Feynman. Lo prendo, lo sfoglio e decido di penderlo in prestito per leggerlo con calma. Questo libro è la trascrizione del ciclo di quattro conferenze tenute dal fisico premio Nobel al UCLA in qui spiega la QED, cioè l’elettrodinamica quantistica. Le conferenze non erano tenute per degli addetti ai lavori, dunque le spiegazioni sono il più possibile orientate verso il “comune mortale”. Ovviamente il libro può anche essere letto da chi invece della materia ne mastica, Feynman dice che seguire le sue conferenze può servire a capire perché si fanno tutti quei calcoli.

A poco più di una mia spanna (vedete quanto studiare fisica insegni a usare correttamente le unità di misura?) noto un altro libro che attira la mia attenzione, sia per il titolo che per il nome dell’autore. Il titolo aveva a che fare con il Bosone di Higgs (diciamo anche, per chiarezza, che il Bosone di Higgs è stato trovato e il libro in questione non ha quasi nulla a che fare con la teoria di Higgs) e l’autore, beh, diciamo solamente che è noto per essere uno di quegli scienziati contafrottole. Uno di quelli le cui teoria non sono mai state pubblicate su riviste scientifiche di un qualche peso internazionale e uno che crea un business sulle proprie idee strampalate, comportandosi come un complottista fatto e finito. Proprio per non alimentare questo business non vi darò gli estremi né del libro, né del tizio, vi basti sapere che Voyager (sì, la trasmissione di Rai2, sì quella di Giacobbo) ha dedicato molto tempo a questo signore in modo che potesse difendere le sue teorie. Spero di aver reso l’idea.

Aver visto quel libro in una biblioteca civica mi ha fatto un pochino salire il sangue alle tempie. Non capisco come mai l’amministrazione pubblica debba, in qualche modo, certificare le fandonie di certa gente. Fabrizio De André cantava:

Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior

Il problema è che quando ci si pone di fronte a un pubblico generalista bisogna anche saper scegliere bene cosa dirgli, cosa non dirgli e in che modo dirglielo. Insomma, bisogna saper capire quando mettere sullo scaffale il diamante e quanto il letame.

Mi spiego meglio. Per una persona molto informata in materia distinguere tra un libro che è un diamante (in questo caso quello di Faynman) e uno che invece è letame è decisamente difficile in quanto entrambi i contenuti non potranno assolutamente essere compresi a fondo e se per comprendere i primi bisogna passare qualche anno a studiare il secondo si fa moltissima pubblicità sul web dunque ha persino più appeal per l’uomo comune. Si rischia di fare disinformazione allo stato puro. Anzi, aver messo il libro “letame” vicino a quello “diamante” potrebbe portare chi non è in grado di distinguere da sé le due tipologie di libri che siano entrambi molto validi perché sono sullo stesso scaffale.

Insomma, quel libro non dovrebbe stare su quello scaffale. Togliamolo, nascondiamolo. Evitiamo di acquistarlo!

Ah, piccolo inciso: prezzo di copertina del libro di Feynman €10, prezzo del libro “letame” €12. E anche queste sono tasse nostre.

6 commenti su “Il diamante e il letame: Feynman e quello che gli sta intorno

  1. Mi spiace ma questa volta non sono assolutamente d’accordo con te, non nello specifico (concordo che l’autore che non citi produce letame e che Feynman è grande, serio e attendibile) ma nel metodo: il tuo modo di pensare dogmatico e assolutista ha prodotto, pur con le debite proporzioni (!), i processi a Gallilei e Giordano Bruno, l’ostracismo per i medici dell’800 che propugnavano l’igiene negli ospedali, le grandi difficoltà trovate da Darwin ed Einstein, solo per fare alcuni tra i molti esempi possibili. Oppure accanto all’Indice dei libri proibilti della Chiesa, avremo anche quello dei Fisici, dei Biologi, dei Fotografi, delle blioteche a seconda dell’aria che tira? In queste cose vale sempre la famosa massima di Voltaire.

    • No, qui non sto parlando di “idee ammesse” e “idee eretiche”. Sto parlando di scienza e fuffa. E’ profondamente diverso: una teoria stata verificata col metodo scientifico, l’altra no e la mancanza di pubblicazioni su riviste di un certo peso lo dimostra. Inoltre la prima teoria ha seguito l'”iter” per essere comunemente accettata dalla comunit, a sostegno dell’altra si vendono gadget (e non un paradosso).

      • Credo che il problema, dal punto di vista di Dino, sia che noi *adesso* possiamo considerare certe idee eretiche quando in realtà il tempo le dimostrerà valide.
        Quindi, per non censurare opere che si potrebbero rivelare corrette (quando non rivoluzionarie) la ragione consiglierebbe di accettare tutti i lavori possibili e vagliarli alla stessa maniera di opere di autori più importanti.
        Problema: ho due testi di (chessò) biologia molecolare. Uno è scritto da un importante scienziato dopo decenni di accurati studi, l’altro è stato scritto da un laureato specializzato in aria fritta che un giorno ha deciso di occuparsi anche altro. Devo dare lo stesso peso ad entrambe le pubblicazioni?
        È un problema che si discute, in ambito più internettiano, anche qui: http://verbasequentur.wordpress.com/2013/11/09/tutti-dottori-post-ad-altissimo-contenuto-di-turpiloquio/ .
        Personalmente, allo stesso modo in cui non mi farei operare al cuore da un imbianchino (con tutto il rispetto per questi ultimi), vorrei che i testi di argomenti specializzati siano scritti da persone che abbiano lavorato per anni in quell’ambito e credo che anche cheip intenda questo.

        D’altra parte: la citazione di De Andrè mi sembra un controsenso rispetto all’argomentazione del post. Infatti, il letame è visto come qualcosa di positivo, mentre il diamante è sterile.

      • Non metto in dubbio che ci sia tanto ciarpame pubblicato in campo scientifico e non, e neanche contesto il metodo scientifico per valutare le moderne teorie. Dico solo che gli stessi scienziati spesso barano e hanno i paraocchi, come storicamente è spesso successo, o si vendono (vedi la ricerca ostaggio degli interessi delle multinazionali in gran parte delle università statunitensi). Per questo tutte le censure anche se ben motivate non mi piacciono. Sarà il mio spirito anarcoide, ma sono convinto per parafrasare De André che dal letame possono anche nascere i fior e per ogni cento libri fuffa ce ne potrebbe essere uno valido. E’ lo stesso principio che ci fa dire: Meglio cento delinquenti liberi che un innocente in galera.

      • Ok, mettiamola così: poniamo che tu entri in biblioteca e ti dirigi nel settore “astronomia”. Dentro ci trovi i libri degli oroscopi assieme a testi scientifici.
        Questo vuol dire che chi organizza la biblioteca è:
        a) un ignorante tremendo
        b) un ignorante tremendo
        c) un…l’ho già detta?
        Un libro fuffa non è un testo scritto bene, ragionato, intelligente che viene rifiutato solo perchè esprime idee diverse dal canone corrente. Un libro fuffa è un testo non scientifico che fa finta di esserlo, come purtroppo ce ne sono molti.
        Adesso ho fatto l’esempio degli oroscopi, ma ci sono pubblicazioni che si spacciano per “scientifiche” che ne hanno un contenuto paragonabile.
        Come distinguere tra fuffa e scienza? Leggi la bibliografia. Un serio testo scientifico è sempre corredato da una bella bibliografia, di modo che le fonti delle informazioni possano essere rintracciate, verificate, e chiunque voglia possa approfondire la questione autonomamente.
        Non si tratta di censura, basta chiarire cosa è “scienza” e cosa è “fuffa”, mettere le cose al posto giusto (magari evitando di spendere soldi pubblici per la fuffa), poi tutti possono pubblicare cosa vogliono.

  2. Da profano della materia, concordo con te. Io ho avuto la fortuna di avere qualche amico studente di fisica o comunque più dentro la materia, che mi ha suggerito alcune letture, tra le quali “Qed”, “Sei pezzi facili” e “Sei pezzo meno facili” di Feynman, ma all’inizio non è stato facile orientarsi nella variegata e non sempre attendibile serie di libri divulgativi. Poi, il discorso sulle idee eretiche che non vanno censurate è pure condivisibile, a patto di tenere presente che di Galilei e Giordano Bruno non ne nascono ogni giorno, mentre di aspiranti santoni purtroppo sì. :)

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