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#! Crunchbang Linux – Recensione

crunchbang-logo300Oggi non voglio recensire l’ennesima derivata ufficiale oppure l’ennesima release di Ubuntu, come oramai da troppo tempo stavo facendo. Oggi ricominciamo a scoprire cose nuove parlando di una distribuzione totalmente differente e che mi piace davvero molto!

Questa distribuzione di chiama Crunchbang Linux e i più smaliziati tra di voi capiranno molte cose sulla “vocazione” di questa distribuzione osservandone il logo qui di fianco.

In questo articolo parlerò della release 11 “Waldorf”.

Una distribuzione senza fronzoli

Questa distribuzione è fatta per dare nuova vita a computer datati, visto che, una volta avviata, occupa solamente 80Mb di RAM e come requisito minimo ne richiede 256Mb, requisito consigliato 512Mb. Quindi possiamo divertirci a usarla anche su computer non proprio nuovissimi. Però si può sicuramente installare anche su macchine più recenti ottenendo grandissime prestazioni e un’ambiente dove è piacevole lavorare.

Crunchbang è basata sulla release stabile di Debian con cui condivide tutti i repository tranne uno, che serve agli sviluppatori di Crunchbang per tenere aggiornati certi pacchetti che nel ramo stabile di Debian diventano vecchiotti abbastanza in fretta (per esempio: il kernel).

Parlavamo del logo: quel simbolo è il cosiddetto shebang, il simbolo da anteporre alla direttiva di interpretazione degli script bash. Non avete capito quest’ultima cosa? Non importa.

In questa distribuzione tutto è uno script: al primo avvio dopo l’installazione si avvia uno script che permette di aggiornate totalmente il sistema e che chiede di installare il supporto per la stampa, per esempio.

Installazione facile facile

L’installazione guidata è molto facile, anche perché l’installer dovrebbe essere quello di LinuxMint che a sua volta deriva da quello di Ubuntu, due distribuzioni che hanno fatto della semplicità di utilizzo per l’utente non esperto la loro bandiera.

Addirittura nella classica scelta di partizionamento del disco “Guidato – usa l’intero disco” (chi ha fatto almeno una volta un’installazione di Ubuntu sa di cosa sto parlando, per tutti gli altri: non importa) c’è la possibilità di scegliere di creare una partizione separata per le home directories degli utenti. E questa cosa mi piace parecchio!

Una nota negativa? L’immagine di installazione non sta su un CD-ROM, c’è bisogno di un DVD.

Al primo avvio

Al primo avvio, dopo lo script post-installazione, ci troveremo di fronte a un desktop nero con delle informazioni in alto a destra. Ci sarà anche una barra in alto con l’orologio, la gestione della connettività e poco altro. Il windows manager che stiamo utilizzando è il famosissimo Openbox, leggero e senza fronzoli. Sulla destra è presente la Conky, uno strumento che, se ben configurato, fornisce un sacco di informazioni utili sul sistema, addirittura c’è chi la utilizza per ascoltare la musica! In questo caso ci fornisce il carico della CPU, la RAM utilizzata al momento e poi qualche utile scorciatoia da tastiera.

Cliccando il tasto destro del nostro mouse in un qualsiasi punto del desktop apparirà il menu, quello di Openbox. C’è tutto ciò di cui abbiamo bisogno, Crunchbang viene già installata con i codec audio e video per i maggiori formati e con player è presente VLC; cosa volete di più?

Nel menu sono presenti inoltre alcune voci che si chiamano Install <nomeProgramma>. Queste voci corrispondono a programmi non installati, ma che l’utente potrebbe voler installare e per cui gli sviluppatori di Crunchbang hanno messo a punto uno script di installazione che verrà richiamato dalla voce nel menu. Geniale, vero? Questo aiuta i nuovi utenti a non trovarsi spaesati di fronte a una distribuzione minimale e votata pesantemente all’hacking.

Una distribuzione non per tutti

Io sto facendo un’esperimento: aspettando un nuovo giocattolino (e tentando di aggiustarne un altro), l’ho installata sul computer di una persona che se riesce a usarla lui, allora la possono usare tutti, ma secondo me non è una distribuzione adatta a tutti quanti.

Sono pochi i tools grafici (anche se qualcuno viene fornito, cercate nei menu!) e, anche se all’inizio gli sviluppatori ci sono venuti incontro includendo molto software e gli script per installare quelli più famosi (per esempio, Libre Office o Google Chrome) però se si vuole andare oltre bisogna utilizzare il vecchio gestore di pacchetti Synaptic oppure il terminale.

In ogni caso è una distribuzione ben fatta, molto leggera e credo proprio che la adotterò come la mia distribuzione, lasciando Ubuntu e derivate che mi erano venute un po’ a noia, sinceramente (evito i motivi perché la situazione di Ubuntu non è argomento di questo articolo, ma ce ne sarebbe da dire!).

Dove trovarla

Per qualunque cosa vogliate sappiare in più su Crunchbang e per scaricare l’immagine fate riferimento al sito ufficiale, crunchbang.org.

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