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La mia (maledetta) esperienza con (il dannato) iTunes

itunesPartiamo dal principio, in modo da tirare anche un momento le fila. Dall’ormai lontano 2007 sono un contentissimo utente di svariate distribuzioni Linux. Dal 2011 ho deciso di diventare un utente Apple (senza abbandonare il pinguino). Chi ha segue questo blog da un po’ di tempo avrà sicuramente notato che sono parecchio contento di questa decisione.

Sin dall’infanzia sono anche stato un grandissimo consumatore di musica. Come molti di voi, dall’avvento della musica digitale ho collezionato svariati Gigabytes di files musicali. Quale miglior modo di catalogare questi files se non avere diverse directory con il nome dell’artista e, all’interno, diverse sottodirectories con il nome dell’album che contengono i files relativi alle tracce dell’album? Penso che sia un modo molto intelligente di catalogare la musica, anche perché sono sempre stato (e sono ancora) uno di quei consumatori  “lenti” di musica: mi piace ascoltare un intero album per volta, godendomi l’interezza del progetto dell’artista, contro invece all’andazzo moderno di quella che ho battezzato in questo momento “fast music”, cioè l’ascoltare singoli brani, estrapolandoli dal loro naturale contesto. Forse al giorno d’oggi è raro trovare artisti che in un disco abbiano un progetto d’insieme e non mettano solamente assieme una decina di brani per pubblicare il lavoro. Sarà che sono ancora legato ai vari LP tematici dei vari De André, Bennato, Branduardi (ok, sto divagando…).

Veniamo a noi.

La veloce diffusione della musica digitale ha portato alla rapida diffusione dei lettori portatili, settore in cui la ha sempre fatta da padrone l’iPod di casa Apple (anche se io mi ricordo il mitico MuVo della Creative che io avevo nella versione da -addirittura- 512 Mb).

Questi lettori, sulla scia dell’iPod, hanno deciso che se ne devono altamente sbattere (e qui mi autocensuro per non essere volgare) dell’albero delle directories che uno gli carica dentro (sopra?), ma che devono organizzare l’ascolto attraverso i metadati salvati all’interno dei files digitali. Ovviamente questi metadati avrebbero bisogno di una cura costante a mano a mano che la nostra libreria personale cresce, pena ritrovarsi un bel casino di album spaccati in due o tre pezzi e moltissimi successi del famoso Artista Sconosciuto.

Fino a un paio di anni fa sono riuscito sempre a procurarmi lettori portatili che facessero ciò che io gli dicevo e che quindi leggessero le directories che io gli caricavo sopra (dentro?), quando il Creative Zen Stone ha deciso di tirare le cuoia la mia ragazza dell’epoca mi ha regalato il Creative Zen Mozaic (ah, avete notato una certa ricorrenza di un certo marchio per la mia musica digitale, ma se seguite questo blog da molto tempo lo sapevate già che sono sempre stato un estimatore di Creative, almeno in ambito musicale, nel 1997 avevo una Creative Soundblaster nel mio computer) che mi ha fiondato nell’incubo dei metadati. Per questi due anni ho più o meno combattuto la battaglia rimanendo all’incirca in parità, continuando a fruire della mia musica, almeno sul computer, selezionando i brani in una certa directory e aprendoli con un lettore multimediale che non ha bisogno di creare una libreria e creare una copia di tutti i tuoi files musicali su un disco che non ha abbastanza spazio per contere una copia di tutta la tua musica per farti ascoltare l’ultimo album degli Elio e le Storie Tese.

Ieri ho comperato un iPod Shuffle (i motivi li spiegherò in un’eventuale recensione apposita) e, se non lo sapevate sapevatelo, gli iPod si gestiscono solo ed esclusivamente tramite iTunes. Quindi se fino a ieri ero riuscito senza troppi sforzi a rimanere in parità nella gara contro i metadati della mia musica, adesso ho dovuto decidere di impegnarmi per riuscire definitivamente a vincerla.

Dunque, apro iTunes, capisce che ho collegato il mio iPod nuovo, lo battezza “iPod Shuffle di mioNome mioCognome” e mi chiede se voglio mettergli sopra tutta la mia libreria di iTunes. Visto che non ricordavo nemmeno di aver mai creato una libreria iTunes chiedo gentilmente se la cosa la possiamo fare in un altro momento e iTunes risponde in modo affermativo.

Dopodiché cerco un modo per cancellare quell’obbrobrio che iTunes chiama “Libreria” (se avessi una libreria, di quelle fisiche, così disordinata, penso che gli darei fuoco e la guarderei bruciare ridendo in modo isterico), mi convinco che il modo migliore sia di andare a cancellare a mano i files di configurazione della libreria di iTunes, visto che premendo su “Elimina Libreria” comparivano messaggi molto minacciosi. In effetti io sono abituato che un software che crea librerie di files crei una specie di “link” al file e che se io voglio eliminarlo dalla libreria viene in effetti eliminato solamente il link lasciando il file originale intatto. Apple è di un altro avviso e pensa che noi non dobbiamo più guardare nella nostra cartella “Musica”, ma gestire tutto da iTunes, quindi se si elimina un file dalla Libreria di iTunes il file verrà eliminato dal disco e da qualunque iPod, iPhone e iPad che passa nel raggio di mezzo metro dal nostro Mac. Insomma, una catastrofe.

Facendo svariate prove capisco che è possibile creare solamente il “link” al file, ma decido di importare i files in iTunes facendogli creare una copia di suddetti files in modo che iTunes li rinomini in modo opportuno in base ai metadati (e li organizza come Artista->Album esattamente come voglio io! Fantasmagorico, vero? E’ un po’ come se Apple abbia riconosciuto che sono intelligente!), ovviamente dopo aver fatto puntare queste copie sull’hard disk esterno e non sul piccolo SSD del mio MacBook.

Bene, queste cose ve le sto scrivendo mentre sto, piano piano, importando tutta la mia musica in iTunes, controllando i metadati contenuti in questi files e correggendo i (parecchi) errori.

Da notare che mentre iTunes modifica i metadati di una serie di brani non è possibile fare altro (per esempio leggere i metadati di altro) come anche quando gli fai cancellare un paio di giga di musica che hai deciso di controllare in seguito l’unica cosa che ti rimane da fare è di guardare la barra di avanzamento avanzare.

Insomma, non sono particolarmente contento del modo di lavorare di iTunes, si vede che è tutto improntato all’acquisto della musica sull’iTunes Store, penso che altre cose ve le racconterò nella prossima recensione dell’iPod Shuffle, ma soprattutto questa cosa dei metadati mi da parecchio, parecchio fastidio.

2 commenti su “La mia (maledetta) esperienza con (il dannato) iTunes

  1. […] l’approccio “ad albero di directory” di cui ho largamente parlato in QUESTO ARTICOLO. Lo Shuffle legge i metadati dei files musicali al suo interno e possiamo caricare la musica […]

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