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Fedora 17 Beefy Miracle Beta – recensione

Oramai vi ho abituati a recensioni sulle versioni Beta delle distribuzioni più in voga (l’ultima Ubuntu non sono riuscito a testarla così presto, sto per rimediare, abbiate pazienza) ed eccoci arrivati al test di Fedora 17, nome in codice Beefy Miracle.

Prima di tutto un bel disclaimer: questa è ancora una versione di sviluppo, quindi installaltela a vostro rischio e pericolo, non è un sistema adatto al lavoro quotidiano in quanto potrebbe essere affetto da bug vari ed eventuali, per quanto sia una versione molto, molto vicina a quella definitiva (ed è per questo che io me la installo e la provo per voi), ma ogni tanto qualche “casino” può succedere, quindi non imitatemi se non sapete risolvervi i problemi da soli, aspettate il 22 di questo mese per avere il rilascio definitivo (a proposito, la release schedule è stata cambiata di nuovo in seguito a un nuovo ritardo, potete trovare le nuove date a questo link).

Ok, veniamo a noi.

1. Installazione

Questa volta ho voluto fare un’installazione “fresca” (ogni tanto ci vuole, per spianare i casini che ho creato nelle varie parti del disco :^) ) e ho potuto quindi testare l’ultima versione del programma di installazione, Anaconda. Come al solito (e come per tutte le distribuzioni “facili”) l’installer è ben fatto, veloce e offre un sacco di scelte, soprattutto per quanto riguarda il partizionamento del disco. A me poi frega poco, visto che il disco me lo partizioni a mano, ma a un utente poco esperto procedure guidate per ottenere configurazioni del disco diverse non può fare che piacere.

2. Avvio

Avvio molto veloce e svelto. Questo è uno dei motivi per cui ho deciso di fare un’installazione pulita: il boot della mia Fedora 16 era diventato lento come la Quaresima.

3. Creazione utente

Anche qua una nota di merito: è davvero possibile effettuare un sacco di personalizzazioni, anche avanzate, utilizzando l’interfaccia grafica. Se un utente non conosce il significato di certe opzioni può limitarsi a schiacciare Avanti Avanti Avanti e verrà guidato alla creazione di un utente comunque funzionante al meglio.

4. Prime note negative

Come saprete la mia Fedora-machine è nerdbook. Non ho ancora capito perché il click col “tap” sul trackpad è disabilitato di default. Nei repository non è presente il browser Chromium. Mi tocca installare Chrome scaricando l’RPM dal sito ufficiale. Quando cliché il bottone per scaricare il pacchetto vieni reindirizzato a una pagina dove Google mi dice che “Sono grandioso!”. Piccole soddisfazioni. L’installazione fallisce miseramente, tra le altre cose. QUI c’è la pagina del wiki di Fedora dove spiega come aggiungere il repo di Chromium (così ci teniamo sul politicamente corretto, e l’icona è blu, si intona con i colori del desktop), sia stabile che instabile. Io ho scelto l’instabile, non so perché, forse voglio veder crescere il numero di versione di Chrome ancora più velocemente di quanto già non faccia. Voi non fatelo e se lo fate, non venite a lamentarvi con me!

5. Grandi novità

Nessuna grandissima novità da segnalare. L’aggiornamento dell’interfaccia grafica di default porta GNOME alla versione 3.4. Manca ancora l’opzione per fare lo Shutdown del pc nel menu dove dovrebbe essere. E soprattutto manca “qualcosa” che permetta di ibernare il computer che non sia lasciar scaricare la batteria fino al livello “critico”. A quel punto si iberna da sè.

Novità che segnalo solo per un mio amico (che spero legga questo articolo). GIMP 2.8.

6. Conclusioni.

Tanto bello era lo sfondo di default di Fedora 16 (con il sottomarino sottacqua), tanto brutti sono i fuochi artificiali della release 17. Li ho subito cambiati. Nota a margine: a me scazza parecchio perdere tempo a modificare e personalizzare l’aspetto del mio sistema operativo, la trovo una perdita di tempo, infatti se le icone e gli sfondi di default non mi danno fastidio li lascio per sempre. Quindi, carissimi designer delle varie distribuzioni, cercate di fare un buon lavoro e di fare in modo che l’aspetto del mio sistema, appena installato, sia quantomeno guardabile. Grazie.

Il tema di icone di default fa schifo e non c’entra una mazza con tutto il resto. Non sono ancora riuscito a trovare il modo di cambiarlo. Non mi ricordo come avevo fatto con Fedora 16.

2 commenti su “Fedora 17 Beefy Miracle Beta – recensione

  1. Ma sai che quasi quasi la provo? Ultimamente la bbuntu mi stressa assai. Eppoi non ha gimp 2.8 :P

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