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Mettiamo un lucchetto a Windows

Questo forse è il primo post che scrivo per darvi qualche consiglio su come usare al meglio Windows. Tanto lo so che mi leggete, siete convinti come me che Linux sia più sexy, più potente, più sicuro, ma poi la vostra installazione Windows, fosse anche solo in dual boot su una macchina che accendete mezza volta al mese, la avete. Quindi puppatevi anche questi consigli, che non fanno mai male.

I sistemi GNU/Linux sono famosi per la loro “sicurezza intrinseca” e lo sappiamo bene, oramai. Una delle buone abitudini di Linux (ma anche di OSX) in fatto di sicurezza e di non lasciare mai il permesso a un utente “normale” di fare alcunché di pericoloso.

Cosa significa? Significa che il nostro account utente non può installare programmi oppure modificare nulla in certe cartelle che contengono i file vitali per il corretto funzionamento dei programmi installati e del sistema. Per compiere queste operazioni dobbiamo, in qualche modo, acquisire i permessi di amministratore (diventare, cioè, l’utente root) che sia loggandoci direttamente come root oppure usando sudo. I due utenti (root e non-root) vengono creati in automatico nelle distribuzioni Linux più “user friendly” e vengono caldamente consigliati nelle guide di installazione delle distribuzioni più avanzate.

Una delle cattive abitudini dei sistemi Windows è che il primo utente che viene creato e “dato in mano” a chi sta utilizzando il computer è l’utente che ha tutti i privilegi di amministrazione del sistema. E, di norma, questo utente viene utilizzato dalle persone per la normale attività giornaliera con il computer.

Quali sono i rischi che questa pratica comporta? Sono molti. Prima di tutto, se l’utente è poco esperto, può cancellare o modificare files vitali per il corretto funzionamento del sistema. In secondo luogo eventuali malware possono autonomamente installarsi e compiere azioni da amministratore indisturbati.

Come fare per evitare tutto ciò? Molto semplice. Al primo avvio viene creato un utente amministratore, possiamo chiamarlo come vogliamo, io il mio l’ho chiamato root, perché sono dotato di una fantasia invidiabile. Accediamo con questo utente per creare un secondo utente, che imposteremo come “utente standard” (denominazione di Windows 7 e tradotto da “standard user”, perché io lo uso in inglese, quindi voi adattate questa indicazione alla vostra versione e/o localizzazione di Windows). Questo sarà l’utente che, effettivamente, useremo per lavorare con il nostro computer.

E se voglio installare qualche programma? Niente di più facile: procediamo come al solito, ma, prima dell’installazione, ci verrà chiesto di inserire la password dell’utente amministratore, esattamente come succede nei sistemi Linux.

Che vantaggi mi porta questa “noia” di dover inserire la password ogni volta? Prima di tutto lo svantaggio di dover dare il consenso tramite password non è così gravoso. Non capita così spesso di dover installare nuovi software e se proprio dobbiamo “lavorare della grossa” come amministratori potremo effettuare l’accesso come utente amministratore al momento del login nel sistema, facendo, a quel punto, bene attenzione a ciò che facciamo e ai siti che visitiamo (per esempio i siti con le donnine nude visitiamoli come utente normale). Il vantaggio è che ogni volta che stiamo per compiere un’azione “sconsiderata” avremo l’occasione di ripensarci prima di immettere la password, magari proprio la richiesta della password ci metterà sul chivalà per farci rendere conto che l’azione che volevamo compiere potrebbe essere nociva per il nostro sistema. Un altro grosso vantaggio è che i malware non avranno la possibilità di prendere il controllo del nostro computer: dovrebbero conoscere la password dell’utente amministratore e non la sanno (perché voi ne imposterete una sicura e non una delle solite ben conosciute, giusto?). Nel peggiore dei casi il tentato attacco da parte di un virus informatico ci farà comparire la casellina per immettere la password segnale che qualcosa non sta andando nel verso giusto se noi non stavamo compiendo operazioni che richiedono tali privilegi. Questa richiesta di autorizzazione “non richiesta” ci farà drizzare le antenne e noi faremo partire una scansione con un buon antivirus (che teniamo sempre e costantemente aggiornato, esatto?).

Tutto qua. Ora godetevi il vostro sistema Windows con una piccola grande sicurezza in più. Ma non dimenticatevi mai di usare la testa e di non cliccare su una finestra con la grafica di Windows XP se state utilizzando Ubuntu, anche se tale finestrella vi avvisa che avete vinto un milione di dollari oppure che la vostra sexy vicina di casa vi sta aspettando mezza nuda dall’altra parte del pianerottolo. Vi posso assicurare che non vedrete mai il milione di dollari. E che la vostra sexy vicina di casa è sì mezza nuda, ma non sta aspettando voi. :^)

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