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Mac OS X, Linux come potrebbe (dovrebbe) essere

Come qualcuno dei miei lettori più affezionati saprà, sono in procinto di comprare un computer nuovo, dopo che il mio computer fisso (un Pentium IV datato 2001) ha tristemente dato definitivamente forfait. Tutte le volte che mi accingo ad acquistare una macchina nuova vivo una fase in cui decido di comperare un Mac. Anche questa volta sono in quella fase, ma mi sono spinto oltre il fatto di navigare il sito Apple per rendermi conto, una volta di più, che quegli elettrodomestici bianchi sono maledettamente costosi: mi sono procurato un Mac “di prova”, in modo da poter vivere l’esperienza d’uso di un computer Apple come si deve, quindi avendolo in casa, facendo le cose che ci devo fare, non semplicemente pacioccare per dieci minuti il Mac di un amico che, come test, vale poco o niente.

Adesso scrivo le mie impressioni e, vista la linea del blog, farò i dovuti confronti con i sistemi GNU/Linux, che sono i sistemi con cui negli ultimi anni ho sempre avuto a che fare “seriamente” (Windows non lo prendo nemmeno in considerazione visto e consierato che lo uso solamente per giocare all’unico videogame che mi appassiona e per lo sviluppo delle mie fotografie).

Per dovere di cronaca, il Mac che in questi giorni è “sotto torchio” è una cosa di questo genere.

Non è un computer, è un elettrodomestico!

Ce ne accorgiamo dal momento in cui apriamo lo scatolone e prendiamo in mano le istruzioni.

Piccola digressione: al giorno d’oggi sembra che nessunosappia leggere il fottuto manuale. Si chiede aiuto sui forum di supporto più o meno ufficiali, ci si fascia la testa prima di sbatterla (su libretti di carta, nemmeno contro i muri) ci si fanno tanti problemi, ma una mezz’ora passata a leggere il manuale d’uso di un “aggeggio appena acquistato prima di cominciare a usarlo ci può far risparmiare un sacco di tempo successivamente e insegnarci a usare il nostro apparecchio in un modo più consapevole e anche scoprire funzioni di cui magari non avremmo mai immaginato l’esistenza.

Ci sono sostanzialmente 3 manuali da leggere. Andiamo per ordine.

1. Manuale d’installazione: Non so se per sfida o per davvero, il manuale d’installazione è un foglio A3 piegato in 4 che, aperto, mostra un disegno gigante del Mac e mostra, numerandoli, le foto di 5 semplici passaggi: puccia il cavo di alimentazione, puccia la tastiera, puccia il mouse, puccia il cavo di rete e pussa il bottone di accensione. Stop. Nemmeno una parola.

2. Manuale di Mac OS X: Questo è un poco più sostanzioso, vengono sostanzialmente illustrate le varie funzioni del sistema operativo, da quelle più ignobili (ma comunque necessarie se l’utente è alla sua prima esperienza con un calcolatore) a quelle un poco più avanzate.

3. Licenza d’uso del software: alla fine un vero e proprio contratto che siamo costretti ad accettare per utilizzare il software Apple. Questa è la grossa differenza tra Mac OS e Linux.

Un’altra piccola digressione: su questa dannata licenza c’è scritto che il software Mac OS può essere utilzzato solamente su macchine Apple. Quindi se andate al negozio di software e vi comperate il cd di Mac OS per installaro sul vostro pc non-Apple sappiate che state facendo una cosa illegale. No, non è vero che tu hai pagato il software e quindi ci fai quello che ti pare. Al limite fai quello che ti pare col supporto ottico che lo contiene (ma non sono nemmeno sicuro di quello, avete mai letto le scritte in piccolo sulle carte di credito? Fatto? Vero che c’è scritto che la carta è proprietà della vostra banca o dell’ente che l’ha emessa?), ma non fai quello che ti pare col software. I soldi che hai pagato fanno in modo che Apple ti faccia il piacere di farti usare il suo software, il *suo* software, non il tuo e lo puoi usare alle *loro* condizioni, che tu accetti dal momento in cui acquisti il cd. Chiaro?

Soprattutto la manuale d’installazione capiamo perchè dico che non è un computer, ma un elettrodomestico. Basta semplicemente collegare la spina (tenendo conto che alla vostra epoca, nel 2011, Apple fornisce dei bellissimi mouse e tastiere bluetooth) e premere il pulsante d’accensione. Nulla di più. Niente monta/smonta, niente richieste particolari, se non quella di creare un account utente. Niente di niente. Semplicemente si accende e funziona. +1000 punti.

Esperienza d’uso coerente

Così come è tutto pronto sin dal primo avvio (per fortuna o purtroppo non è solo pubblicità, quando ci dicono questa cosa), il software ci guida passo passo attraverso tutto ciò che dobbiamo fare. La barra dei menu in alto è comodissima (e non nasconde i menu come quella di Unity) e la dock in basso è il vero orgasmo. Siamo d’accordo che Unity è appena alla sua seconda versione rilasciata quando invece OSX ha già qualche anno in più sulle spalle, ma io sto usando OS 10.3, quindi quello che Unity dovrebbe essere tra sei mesi e scommetterei dei soldi che la dock di Unity nel rilascio 11.10 di Ubuntu non sarà al livello di quella di OSX.

Per il resto è tutto nella norma, il browser è Safari, ma possiamo installare quello che vogliamo (sul manuale di OSX si vede nella dock l’icona di Internet Explorer, voi sareste così pazzi?). Navighiamo nelle cartelle col buon vecchio Finder che, chi più, chi meno, oramai conosciamo, ma comunque non ha funzioni particolari anche se è vero che io a un file manager non ho mai richiesto nulla di più complicato di “fammi vedere ciò che c’è nelle cartelle”, su questo punto mi accontento di poco.

La coerenza sta nei programmi preinstallati. Ci sono programmi per chattare, per gestire fotografie, video, musica.sono tutti, sostanzialmente, lo stesso programma. Non dobbiamo imparare diverse scorciatoie da tastiera o posizioni diverse dei comandi e tutto naturale dappertutto, una volta fatta l’abitudine.

Secondo me è proprio su questo punto che Mac OSX vince su Linux. Poca, pochissima frammentazione. Il sistema nel complesso è sviluppato dalle stesse persone che inseguono lo stesso obiettivo, qualunque esso sia. Linux, invece, anche nella sua declinazione più vicina alla filosofia della mela morsicata (Ubuntu) è comunque una specie di accozzaglia di software più o meno utili o più o meno sviluppati. Che lavoro ci sarebbe da fare per ridurre il gap? Oramai i software per Linux ci sono e funzionano, anche bene. Bisogna mettersi seduti allo stesso tavolo e creare l’esperienza utente.

Conclusioni

Pur rimanendo un sostenitore del software libero devo purtroppo constatare che se siamo “avanti” sulla filosofia, siamo molto indietro sul piano del prodotto fatto e finito.

Per fortuna (o purtroppo) l’utente medio non vuole “cazzi” anche se installare Linux è diventato semplice come masterizzare un cd, inserirlo e fare un paio di click, l’utente della strada non lo vuole fare. E’ proprio per questo motivo che, una volta presa la decisione di esorcizzarsi da Windows, la gente prende il portafogli a quattro mani e compra un Mac. Il Mac è facile. Linux pure in questi anni sono stati fatti passi da gigante, me ne rendo conto da me che sono un utente Linux relativamente “giovane”. Quando io ho iniziato a usare Linux c’era già Ubuntu che era bella e facile, ma ora è ancora più bella e ancora più facile, ma non come un Mac. Non facile come inserire la spina e premere un bottone.

Per fortuna (o purtroppo) Linux continuerà a essere una necessità per qualcuno, ma qualsiasi altro sistema può essere utilizzato per svolgere anche mansioni avanzate e, soprattutto nel mondo del lavoro (per differenziarlo dal mondo del “gioco” cioè da chi usa e smanetta col computer per puro piacere personale) una macchina facile da usare significa risparmiare tempo per concentrarsi su altro.

Per fortuna (o purtroppo) le persone si stanno svegliando dal torpore degli anni ’90 e dei primi anni zero e si stanno rendendo conto che esistono alternative a Windows per i loro computer, sia nell’ambito lavoraivo che in quello hobbystico. Noi “linuxari” stiamo litigando se sia meglio Unity o GNOME3, se sia meglio ompiz o Mutter, si forka OpenOffice (giusto per citare alcuni temi di recenete discussione nel mondo OSS) intanto stiamo perdendo il treno e gli altri prendono il controllo del mercato. Un mercato che potremmo agilmente conquistare grazie al basso costo del nostro prodotto. Non dimentichiamoci che sia GNU/Linux che Max OS X sono “figli” di Unix, semplicemente sono state intraprese due strade diverse. Perché quindi non possiamo ottenre gli stessi risultati?

Tenete conto che tutte le mie valutazioni sono fatte su Mac OS X in versione Jaguar, rilasciata nel 2002. Quanti passi avanti saranno stati fatti in quasi 10 anni?

Ma quindi comprerai un Mac?

Non lo so ancora. Quasi sicuramente passerà l’estate prima che io acquisti il mio pc (vedi ultimo paragrafo, mi sta molto a cuore), quindi ho ancora tanto tempo per pensarci e per decidere, intanto il mio fido nerdbook non mi delude mai e, anzi, si sta dimostrando molto più adatto a essere un computer “principale” di quanto non pensassi (ovviamente “molto più adatto non significa “totalmente adatto”).

Se proprio volete qualche “indiscrezione” il pc che comprerò sarà sicuramente un fisso, visto che come portatile ho il nerdbook che è l’incarnazione di ciò che io definisco portatile. Sicuramente non spendo minimo 999 euro per il MacBookAir da 11 pollici per poi magari scassarlo contro la porta di un tram mentre faccio la lotta con i pendolari la mattina o magari farmelo fregare su un bus affollato e con schermi più grossi non siamo più nell’ambito della mobilità, ma solo più della portabilità pagando un gran peso e un gran ingombro, prezzo che non sono disposto a pagare.

Mi sto orientando verso il Mac Mini visto che non sono disposto ad avere un altro schermo in camera mia che proprio grossa non è. Ho una TV con abbastanza pollici e ingresso HDMI, direi che di un altro schermo non ne sento il bisogno.

Comunque queste sono solo idee, sicuramente vi aggiornerò al momento dell’acquisto, anzi se vi va di partecipare al giochino postatemi nei commenti i vostri consigli di cosa potrei affiancare all’ormai mitico e insostituibile nerdbook!

Nota a piè di pagina

Avrete notato come io abbia usato (nell’ultimo paragrafo, quello che, volendo si può anche saltare, sono i fatti miei :D) il termine pc sia per riferirmi sia a computer Apple sia a macchine non-Apple.

Io mi incazzo quando si dice che un Mac *non* è un pc. Lo sapete cosa significa P.C.? Significa Personal Computer! Quindi se voi andate in un negozio e vi comprate un Mac che utilizzerete per i fatti vostri e sarà il vostro computer, quello sarà un Personal Computer, il *vostro* PC! E quindi smettiamola con ‘sta baggianata di Mac/PC. Anche la Apple sostiene che i suoi computer non siano PC (ricordate i famosi spot?). Basta!

2 commenti su “Mac OS X, Linux come potrebbe (dovrebbe) essere

  1. […] tempo fa avevo lasciato intendere in un post che stavo pensando di acquistare un computer Macintosh. Bene. L’ho […]

  2. Io sono contentissimo di Linux (Ubuntu) perchè da quando ha rilasciato la versione 12.04.1 LTS è diventato molto più intelligente di Apple. E comunque se hai Windows puoi scaricarlo in un modo che quando accendi ti fa scegliere se usare (per quella sessione) Windows o Ubuntu.

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