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La gente che gira su Facebook

Ho appena letto questo articolo di Paolo Attivissimo e vorrei fare le mie quattro considerazioni a proposito.

Giustamente Paolo cita un esempio tra tutti di collaborazione tra gli utenti della rete: Wikipedia. Ancora più giustamente Paolo fa notare come Facebook abbia gestito male la faccenda delle traduzioni, gestione che ha prodotto gli scherzetti in questione.

Io però vorrei soffermarmi un attimo sul perchè Facebook ha avuto a che fare con questi episodi e Wikipedia no.

Ovviamente il vandalismo c’è da sempre e sempre ci sarà anche su Wikipedia, ma analizziamo le tipiche utenze dei due siti.

L’utente medio di Wikipedia è una persona che vuole informarsi su un determinato argomento. L’utente registrato che collabora al progetto scrivendo, correggendo, migliorando le voci dell’enciclopedia è una persona che fa dell’informazione e della cultura libera un valore da diffondere e coltivare.

L’utente medio di Facebook è una persona che non ha niente da fare se non giocare a giochini o guardare foto altrui.

È chiaro che certe libertà concesse a questi diversi tipi di utenze verranno gestite in modo diverso.

I primi (i Wikipediani) useranno la libertà di modificare e tradurre da altre lingue per migliorare le voci dell’enciclopedia: il fatto che molta gente sia d’accordo sullo scrivere una certa frase in un certo modo oppure no è un’arma usata per rafforzare l’attendibilità (fino a un certo punto, ma si sta migliorando a vista d’occhio) delle informazioni pubblicate.

I secondi hanno usato la libertà di tradurre comunemente l’interfaccia del social network per fare uno scherzo (divertente, lo ammetto, ma pur sempre infantile e inutile) e l’essere in tanti a pensarla così è stato un’arma per portare a compimento il misfatto oltre che per dimostrare una volta di più, se ce ne fosse ancora bisogno, che la mamma degli idioti è sempre incinta (e magari anche iscritta a Facebook!).

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2 commenti su “La gente che gira su Facebook

  1. Non e’ stato uno scherzo inutile, anzi: ha dimostrato la negligenza dei gestori di Facebook. Quei personaggi che tengono sui loro server le foto ed i dati personali di qualche gilione di persone…

  2. d’accordissimo con giambrox.
    oltre al fatto che “catalogare” in questo modo il cosiddetto utente medio di Wikipedia e di Facebook, facendo del primo un combattente resistente e del secondo un fancazzista professionale, mi sembra un pochino riduttivo.
    Le considerazioni giuste non sono su chi usa l’uno o l’altro servizio, ma su chi lo controlla, e come.
    Motivo per cui è abbastanza inutile lamentarsi di come sono irrispettosi delle regole gli italiani, quando il problema sta nei controlli come in ogni Paese al mondo (persino in Danimarca, il paese dove le bici sono lasciate in strada senza catenacci, nei giorni del summit sul clima di Copenaghen, quando s’è saputo che quasi tutta la polizia del Paese era stata portata lì nella capitale, s’è sparsa la moda di guidare ubriachi..)

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