Togliete la password al Wi-Fi, ma con giudizio

Purtroppo nella giornata di oggi sto leggendo di forti scosse di terremoto in Emilia. Di nuovo, come una settimana fa.

Ovviamente il mio pensiero va a tutte le persone che sono coinvolte nel sisma e che hanno subito danni o perdite di qualche genere.

Ma ora parliamo di informatica.

Sta girando sul web un appello che invita le persone nelle zone colpite dal sisma a togliere la protezione via password alla propria rete wi-fi, in modo da facilitare le comunicazioni con parenti lontani, visto che le reti cellulari sono cadute oppure sono sovraccariche.

Io non vi sto dicendo di farlo oppure di non farlo, fate come vi pare, ma vorrei farvi notare una questione di sicurezza informatica.

Per disabilitare la protezione della rete wi-fi bisogna mettere mano alla configurazione del router e La Repubblica ha pubblicato addirittura una guida per farlo a questo indirizzo: http://www.repubblica.it/cronaca/2012/05/29/news/istruzioni_per_aprire_wi_fi_per_comunicazioni-36130780/?rss&utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter

Avete letto? Le informazioni sono molto, molto generiche. Ma si sta parlando di impostazioni del router, quindi di avere, in un modo o nell’altro, delle credenziali di accesso per la configurazione dell’apparecchio.

Se siete tra le persone che hanno ancora i parametri di default, vi consiglio vivamente di modificarli, a maggior ragione se deciderete di aprire la vostra rete ai vostri vicini. Qualcuno potrebbe, una volta connesso alla vostra rete, cambiare la configurazione del router al posto vostro e, paradossalmente, inserire una password a suo piacimento e “buttarvi fuori” dalla vostra rete wi-fi.

Sì, lo so che basterebbe, nel caso, resettare il router, ma perché rischiare?

Ricordate, inoltre, che in una rete wi-fi è molto facile (direi quasi banale) intercettare le informazioni che “viaggiano” all’interno della rete, quindi qualcuno potrebbe impossessarsi delle vostre chiavi di accesso ai veri siti internet.

Insomma, tenete bene a mente che togliere la password alla propria rete wi-fi è un po’ come aprire la porta di casa propria. Può essere giusto nel momento in cui c’è da aiutare qualcuno in difficoltà, ma sempre facendo bene attenzione a chi entra in casa propria e a cosa fa.

Quindi, se deciderete di dare una mano, fatelo pure, ma con attenzione a certe cose!

Attenzione! Il 9 luglio si spegnerà internet!

Paura eh?

Questa è la notizia che sta circolando da un po’ di giorni sui vari social network e su internet in generale. Cosa capiterà il 9 di luglio? Un bel niente, almeno per molti di voi.

Ci sono in realtà circa 100mila computer che potrebbero avere effettivamente qualche problema a navigare su internet, vediamo il perché.

Tempo fa aveva iniziato a circolare un malware il cui scopo era di andare a modificare le impostazioni del computer riguardo ai server DNS, che sono i responsabili dell’associazione dei “nomi” dei siti internet con i rispettivi indirizzi IP. In soldoni, questi server ci permettono di digitare www.facebook.com al posto di 69.171.247.80 nella barra degli indirizzi. Grandissima invenzione resasi necessaria nel momento in cui i siti internet erano diventati abbastanza numerosi da rendere difficoltosa l’associazione mnemonica di un certo numero a un certo sito internet.

Questo malware modificava, appunto, le impostazioni dei DNS in modo che, per qualsiasi sito internet, si veniva indirizzati verso una pagina dal contenuto ostile.

la faccenda è stata scoperta dall’FBI che ha sostituito l’infrastruttura malevola con un DNS “normale”, in modo che le persone infette potessero continuare a navigare senza problemi. Questa “pezza” messa su dall’FBI, però, il 9 luglio smetterà di funzionare, quindi chi dovesse essere ancora infetto avrà problemi a navigare.

Potrete trovare tutte le informazioni per controllare se siete infetti e, nel caso, su come riparare il danno su http://www.dcwg.org.

Rilasciata Ubuntu 12.04 Precise Pangolin – istruzioni per l’aggiornamento da vecchie versioni

E’ appena stata rilasciata la nuova major release di Ubuntu, nome in codice Precise Pangolin, numero di versione 12.04.

Potete scaricarla cliccando QUI.

Se state usando una vecchia installazione di Ubuntu potete aspettare che il sistema automatico di aggiornamento vi proponga l’avanzamento di versione, oppure farglielo cercare manualmente attraverso l’interfaccia grafica.

Nel caso il gestore di aggiornamenti non vi proponga l’aggiornamento potete “forzarlo” dando da terminale il seguente comando:

update-manager -d

Ricordo che la 12.04 è una versione LTS (Long Term Support) e sarà quindi supportata per 3 anni nella versione desktop e per 5 nella versione server.

Un piccolo consiglio: aspettate a effettuare l’aggiornamento, almeno un paio di giorni. In queste ore i server per download dei nuovi pacchetti sono subissati di richieste e quindi il processo potrebbe rivelarsi lungo e noioso. Ad esempio la pagina di download di www.ubuntu-it.org (da cui dovrebbe essere scaricabarile l’immagine della nuova Ubuntu completamente in Italiano) non è raggiungibile nel momento in cui sto scrivendo (quindi non posso controllare la veridicità di ciò che ho scritto nella parentesi precedente). Tra un paio di giorni la vostra Ubuntu sarà uguale uguale a come sarebbe stata aggiornandola oggi (ve lo garantisco io, mi assumo tutta la responsabilità) e ridurrete il tempo di aggiornamento di un bel po’.

Modificata la release schedule di Fedora 17

Lo sviluppo di Fedora 17 ha subito un leggero ritardo che ha modificato le date di rilascio precedentemente fissate.

Potete trovare la nuova release schedule a QUESTO indirizzo.

L’appuntamento è per il 15 maggio con la versione finale, ma rimanete collegati nei prossimi giorni con questo blog (qui di fianco potete iscrivervi alla newsletter, oppure aggiungere il feedRSS, oppure seguirmi su Facebook oppure Twitter, come preferite voi!) perché il 10 Aprile è fissato il rilascio della versione Beta che io ho intenzione di testare, quindi immagino che verrà fuori un articoletto per il blog.

Sarà disponibile un cd in italiano di Ubuntu 12.04 LTS

E’ iniziato il mese di Aprile e, se seguite almeno un po’ il mondo GNU/Linux, saprete che è uno dei mesi dell’anno in cui viene rilasciata una nuova versione di Ubuntu. Il rilascio che sta pere avvenire sarà molto importante perché sarà uno di quelli denominati LTS, ovvero Long Term Support (supporto a lungo termine), quindi si potranno ricevere aggiornamenti per tre anni nella versione desktop e per cinque se scegliamo un’installazione server.

Una novità tutta italiana (e voi sapete quanto tengo a tutto quanto di buono riguarda il nostro Paese) è la disponibilità, al momento del rilascio, di un LiveCD tutto in italiano, grazie al lavoro della comunità italiana di Ubuntu!

Spesso e volentieri appena viene fatta un’installazione ci si preoccupa di localizzarla nella propria lingua e molte volte “mancano dei pezzi” (ultimamente sempre meno, per fortuna, ma chi usa Linux da qualche anno sa di cosa sto parlando). Da fine mese questo non succederà più con Ubuntu.

Un’altro grande vantaggio è che i pacchetti per la lingua sono già compresi nel LiveCD, quindi non devono essere scaricati durante l’installazione oppure in un momento successivo, facendo perdere del tempo.

Insomma, complimenti alla comunità italiana di Ubuntu!

Potete trovare tutte le informazioni a riguardo in QUESTA pagina del wiki di ubuntu-it.org.

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