Trojan per Mac: si chiama Flashback. Come proteggersi ora e per sempre
8 aprile 2012 Lascia un commento
Da qualche giorno si è sparsa la notizia di un pericoloso virus per Mac. La notizia ha fato molto scalpore, vista la “leggenda metropolitana” che i computer Apple siano immuni da virus. E fino a pochi anni fa ce lo diceva proprio la Apple nei suoi spot pubblicitari. Vediamo di fare un po’ di chiarezza, ora che la situazione pare essersi tranquillizzata.
Il virus si chiama Flashback ed è un “trojan horse”. Lo scopo è quello di far diventare il nostro Mac uno “zombie” che fa parte i una botnet per compiere le azione più disparate: dagli attacchi DDOS, fino all’invio di spam.
Prima buona notizia: l’”impalcatura” della botnet è oramai smatellata, quindi, anche se siete stati infettati, non avete nulla di cui temere, nessuno sta utilizzando il vostro computer far fare alcunché. Direi che non è poco.
Seconda buona notizia: c’è il modo per scoprire se siete stati infettati, anche se è un po’ da smanettoni, infatti dovreste usare il terminale. Trovate le istruzioni sul sito di F-Secure, quindi evito di ricopiarle qua.
Ma questo “trojan” come funziona? In poche parole sfrutta una vulnerabilità di Java, si autoinstalla visitando certe pagine web “esca” e da lì in poi siamo fregati. Perché colpisce solo i Mac? Perché, in realtà, la vulnerabilità è stata turata dagli sviluppatori di Java già un annetto fa, ma Apple è stata l’unica azienda che, fino qualche giorno fa non aveva ancora rilasciato l’aggiornamento per i propri utenti.
Questo ci porta al primo modo di proteggersi: aggiornate il vostro sistema e sarete automaticamente protetti. Apple, infatti, dopo l’esplosione del fenomeno Flashback, ha rilasciato l’aggiornamento in fretta e furia. Direi che era anche ora.
Secondo modo di proteggersi: scaricate e installate un antivirus per Mac. La favola che i Mac sono esenti dal problema dei virus è, perlappunto, una bella favola, quindi proteggersi è un obbligo, verso di noi e verso gli altri, per non essere portatori di infezioni nella propria rete locale e non.
Un buon antivirus gratuito è quello di Sophos.
Ovviamente la cosa vale anche per chi usa sistemi basati su Linux.









Linux > Mac
30 gennaio 2012 Lascia un commento
Da qualche anno sono un affezionato utente GNU/Linux, e da qualche mese un soddisfatto utente Mac (cosa che sicuramente saprete se seguite il mio blog). Se mi seguite anche sui vari social network avrete notato che in questi ultimi giorni ho iniziato a diffondere delle “perle” che confrontavano Linux e Mac. Se non mi seguite sui social network non vi siete persi niente, perché questo post raccoglie tutte le “perle” pubblicate nei giorni scorsi e gli fornisce un minimo di commento.
Avvertenza: alcune “perle” non hanno un commento. Di norma sono quelle che ho scritto più per strapparvi un sorriso che per un vero motivo. Spero si capisca quali sono. E che ridiate. :^)
1. Reversi su Mac alla difficoltà massima = vinco io. Su Android a poco più di metà della difficoltà = mi scassa di brutto.
2. Su Mac, ma anche su Windows, non si puo` fare copia/incolla con il tasto centrale del mouse.
Chiunque sia un po’ “sgamato” in fatto di sistemi Linux sa che selezionando un testo lo si può copiare da qualche parte semplicemente cliccando la rotella del mouse. E’ più difficile dirlo che farlo e se ti ci abitui poi è difficile tornare indietro.
3. Apple ha uno sviluppatore di fotografie che fa schifo. Linux anche, ma almeno non vuole dei soldi per farti incazzare.
Sul serio. Aperture fa schifo. E’ ignobile che chiedano dei soldi per un software così incasinato. Dopo 10 minuti ho desistito. Sembra che la cosa più importante sia condividere le fotografie sui social network, i comandi per lo sviluppo sono nascosti per benino. Come usabilità i vari RAW-converter per Linux sono molto meglio, come qualità dell’algoritmo di sviluppo lasciano molto a desiderare. Cosa uso io? Non ve lo dico. :^)
4. Le scorciatoie da tastiera per fare copia e incolla sono naturali su Linux, sul Mac sembrano fatte apposta per far venire una tendinite.
ControlC, controlV. Cosa c’è di più naturale? MignoloIndice, mignoloIndice. Invece sul mac bisogna usare il tasto “mela”, ma da qualche tempo la mela è caduta dal tasto e ora si chiama tasto “Command”, manco si dovessero andare all’arrembaggio. Bene, comunque sia sulle tastiere non-Apple (dove il tasto “Command” è quello con la bandierina di Windows) che, soprattutto, sulle tastiere Apple, dove il tasto “Command” è subito a destra e a sinistra della barra spaziatrice, la combinazione risulta veramente scomoda.
5. Su Mac non c’è l’easter egg di VLC. Su Linux sì (e pure su Windows). Dai, non ci credo di dover spiegare anche questa. Esiste ancora qualcuno che non si è accorto del cappellino da Babbo Natale che compare in un certo periodo dell’anno sull’icona del famoso riproduttore multimediale multipiattaforma?
6. Su Linux non c’è l’autocorrettore di MacOS che scassa le palle.
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