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dat2LateX – Creare tabelle LateX da file di dati in modo automatico

Ultimamente sto scrivendo moltissime relazioni per l’universita` (i cui impegni mi tengono, purtroppo, un po’ lontano dal blog) e in ogni relazione di argomento scientifico che si rispetti si avra` a che fare con dei dati e delle tabelle da inserire nelle relazioni.

Quando le tabelle sono molte i dati da inserire nelle stesse pure, a un certo punto viene a noia scrivere centinaia, se non migliaia di “&”, di “\hline”, eccetera.

Ora, visto che io ho l’abitudine di salvare i miei dati in files di testo semplice (non li processo mai con fogli di calcolo, a meno di non dover fare analisi piu` che banali) per darli in pasto a qualche programma C++ scritto ad-hoc, ho cercato dei modi “intelligenti” per convertire questi files in tabelle .tex. Ne ho trovati due: il primo l’ho escluso visto che prevede il passaggio da Excel (oltre a non amare moltissimo i prodotti Microsoft mi sembra uno spreco di risorse e di tempo passare attraverso Excel per convertire un file di testo in un altro file di testo) l’altro non sono riuscito a farlo funzionare (almeno non subito e stavo facendo questa cosa di sera, con tutte le buone intenzioni di andarmene a dormire il piu` presto possibile).

Allora mi sono armato del mio fedele Emacs su OSX e ho scritto uno script bash per convertire il file dei dati in un file sorgente .tex da includere nella mia relazione.

E` nato quindi dat2LateX e ho deciso di condividerlo con voi perche`, magari, anche qualcun altro puo` aver bisogno di fare questa cosa in modo semplice e veloce senza impazzire.

Lo script prende 5 argomenti:

  1. numero di colonne della tabella
  2. stile delle righe orizzontali (presenti oppure no)
  3. stile delle righe verticali
  4. file di dati da leggere
  5. file .tex da scrivere

Un esempio di generazione di tabella con due colonne con righe orizzontali tra le righe e righe verticali tra le colonne:

dat2LateX.sh 2 '\hline' '{|c|c|}' fileDati.dat fileTex.tex

ora un esempio per una tabella con due colonne senza righe orizzontali:

dat2LateX.sh 2 '' '{|c|c|}' fileDati.dat fileTex.tex

giusto per farvi notare la necessita` di inserire i due singoli apici per dare un argomento vuoto al posto del comando tex \hline. Insomma, non esistono (per ora) controlli sugli argomenti passati: bisogna sempre passarne 5 e devono essere “acconci” a seconda del risultato che si vuole ottenere.

Il file .tex ottenuto cosi` si deve inserire in un documento LateX con questa sintassi:

\begin{table}
\input{fileTex.tex}
\end{table}

Detto cio`, potete scaricare lo script da QUA e dargli i permessi di esecuzione con il comado:

chmod u+rx dat2LateX.sh

Lo script funziona sia su Linux che su OSX.

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Emacs su OSX

Apple_logoDa un po’ di tempo ho iniziato a utilizzare Emacs come editor di testo e lo sto apprezzando  sempre di più. Ovviamente ho voluto installarlo anche sul mio MacBook e ci sono svariati modi per farlo.

Il metodo che ho trovato più comodo è stato quello di scaricare il pacchetto da QUESTO SITO e di installarlo come una normalissima applicazione per OSX.

Mi sono però scontrato con alcuni problemi risolti (più o meno) in fretta.

1. Lanciare Emacs da terminale

Bisogna dare il comando: /Applications/Emacs.app/Contents/MacOS/Emacs "$@". Scomodo. Aggiungiamo un alias nel file $HOME/.profile scrivendo la riga:

alias emacs='/Applications/Emacs.app/Contents/MacOS/Emacs "$@"'

Decisamente meglio, in più risponde a tutte le normali opzioni che gli si possono passare da terminale. Ottimo.

2. Le parentesi graffe

Non so se sia un problema della sola tastiera italiana, tant’è che non vengono riconosciute le parentesi graffe. Ora: come si fa a scrivere del buon codice senza delle ottime parentesi graffe?

Editiamo il file $HOME/.emacs aggiungendo le righe:

(setq mac-option-modifier 'none)
(setq mac-command-modifier 'meta)

riavviamo Emacs e siamo a posto.

3. Divertitevi

Scaricate (ed eventualmente stampate) la lista di molte scoriciatoie da tastiera di Emacs cliccando QUI.

E ora divertitevi con il vostro Emacs nuovo di zecca!!! :^)

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Manuale di Ubuntu 13.04

cof_orange_hex1E` stato rilasciata la versione del manuale “Getting Started” di Ubuntu 13.04, ottimo punto di inizio per chi vuole avvicinarsi al mondo di Ubuntu e di GNU/Linux.

La guida per ora non e` disponibile in italiano, ma lo sara` a breve!

Potete trovare tutti i download della guida in .PDF a QUESTO INDIRIZZO. E` anche possibili acquistare la versione cartacea del libro a un prezzo molto accessibile.

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L’informatica come scienza e come gli scienziati gli si approcciano

In questo periodo sto seguendo molti corsi all’università, motivo per cui non sto scrivendo molto sul blog (sicuramente mi scuserete per questo). Due di questi corsi hanno a che fare con l’informatica e con la programmazione. Un altro corso simile l’ho seguito questo inverno e il fatto che questi tre corsi abbiano avuto professori diversi mi ha dato l’opportunità di  rendermi conto come diversi scienziati (tutti questi professori sono ricercatori scientifici) si approccino in modo differente all’uso del calcolatore nella propria vita, ma, soprattutto, come questo modo di approcciarsi si rifletta su come e cosa insegnino agli studenti.

Per la cronaca il “tipo” di scienziati sono (ometto i nomi per rispetto delle persone -non mi piace parlare di privacy, in quanto i nomi, i loro curricula e le pubblicazioni sono liberamente disponibili sul web, basta fare qualche ricerca-, in ogni caso molti miei lettori conoscono bene almeno due su tre di questi personaggi): un fisico sperimentale, un fisico teorico e un informatico.

Ciò che ho notato in prima battuta è che ognuna di queste persone ha, ovviamente, una propria idea di cosa voglia dire utilizzare bene il computer e di quale sia il metodo di lavoro corretto. Quello che fa la maggior parte di loro è di tirare merda su ciò che a loro non piace e di esaltare all’infinito ciò che a loro piace. Ma faccio degli esempi, così capite meglio:

Lezione in aula informatica: uno studente chiede aiuto al professore, quest’ultimo arriva e la prima cosa che fa e mettere mano a mouse e tastiera e modifica alcune parti di codice come piacciono a lui, senza ascoltare la domanda. Oppure il professore, senza ascoltare la domanda inizia a dire allo studente di cambiare l’impostazione del codice. Ora, io sono più che convinto che il FORTRAN sia un potentissimo strumento, ma se sto programmando in C(++) ho tutto il diritto di utilizzare le potenzialità di tali linguaggi, senza dover “far finta” di vivere qualche decennio fa utilizzando solamente una differente sintassi. Per di più questi corsi sono corsi di laurea magistrale e già nella triennale c’è almeno un corso obbligatorio di programmazione (parlando del mio corso di laurea) dove lo studente impara a gestire certe cose del linguaggio.

Un altro studente chiede una mano al professore, gli fa vedere un plot fatto con $SOFTWARE. Il plot è corretto, ma lo studente ha un dubbio sulla teoria. Il professore vede il plot, dice che è sbagliato, tira fuori il notebook, e passa 15 minuti a tentare di fare il plot corretto utilizzando $ALTROSOFTWARE per poi rendersi conto di aver male interpretato una variabile della funzione, che il plot dello studente e quello suo erano corretti e si è finalmente deciso ad ascoltare la domanda. La risposta? “Sarà un problema di $SOFTWARE, dovrebbe funzionare!”.

Ora, questo post sta diventando una valvola di sfogo per vari episodi che sono capitati a me e a dei miei compagni a cui ho assistito, ma il concetto che volevo esprimere è che l’informatica è una scienza giovane, non siamo ancora arrivati al punto in cui molte cose sono accettate allo stesso modo dalla quasi totalità di chi si avvicina al campo (e forse mai ci arriveremo, se continuerà a evolversi così velocemente) il punto è che tra tutti questi chi ha ragione?

Ha ragione chi, al posto di perdere tempo a convincere il mondo che il modo che usa lui per fare le cose sia il migliore, sta zitto e fa le cose, come uno dei tre professori che non è protagonista di nessuno degli esempi qua sopra riportati che ringrazio per avermi insegnato molto più di tutti gli altri, anche se mi sono dovuto fare un discreto mazzo per superare il suo esame, ma ne è valsa la pena!

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Rilasciata Ubuntu 13.04 “Raring Ringtail”

cof_orange_hex1L’altro ieri è stata rilasciata la versione 13.04 di Ubuntu, nome in codice “Raring Ringtail”.

Questa release non è godrà del supporto a lungo termine, quindi se si vuole un sistema supportato a lungo si consiglia di installare la realease 12.04.

Si può effettuare il download di Ubuntu Raring da QUESTA PAGINA; se avete già un’installazione di Ubuntu vi verrà proposto l’aggiornamento in automatico.

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Wallpaper per l’iPhone che ti ama

Partendo da un’idea di un wallpaper che ho trovato sul web, ho deciso di creare un wallpaper per il mio iPhone4 e ho anche deciso di condividerlo con voi.

Nulla di particolare (non sono molto bravo con la grafica, quindi ho preso questa iniziativa solamente perche` era di facile realizzazione), ma magari vi piace e volete usarlo.

La risoluzione e` quella dello schermo retina di iPhone4 e 4S, ma va bene anche per gli iPhone precedenti. Non e` adatto, invece, per l’iPhone5. Se proprio lo volete per l’ultimo pargolo della famiglia iPhone, o lo create da voi ( ci vogliono 10 minuti a dir tanto) oppure richiedetemelo nei commenti qua sotto e vedro` cosa riesco a fare.

Ne ho create due versioni, una col testo grigio e una col testo bianco: la prima la uso come sfondo “generale”, la seconda la uso per il blocca schermo perche` il grigio da meno fastidio a leggere le scritte bianche nel menu. Il carattere e` il Myriad Pro, similissimo a quello dei loghi di Apple.

Basta parole, vi lascio alle immagini.

iPhoneWallpaperGrey iPhoneWallpaperWhite

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Recensione: iPod Shuffle 4G

apple-ipod-shuffle-2gb-4-generation-grafiteEra da tempo che meditavo di acquistare un iPod e gli ultimi eventi che mi hanno (finalmente!) riportato a frequentare una sala pesi mi hanno portato all’acquisto dell’iPod Shuffle.

Perche` proprio lo Shuffle?

Questa domanda me l’ha posta il commesso dell’Apple Store dove ho effettuato l’acquisto e la mia risposta (che il ragazzo immaginava) e` stata che l’ho voluto per portarlo con me mentre faccio sport. La maggior parte dei pantaloncini che utilizzo per fare sport sono senza tasche e, dunque, non ho un posto dove tenere le (poche) cose che porto con me. L’iPod Shuffle ha integrata una comodissima molletta per appenderlo dove piu` ci piace.

Il modello che ho acquistato io e` quello color ardesia che potete vedere nella foto qui in alto.

ipod-shuffle-4gPackaging

La confezione e` molto piccola e contiene l’iPod, il cavo USB-jack3,5, gli auricolari Apple (non i nuovi EarPods) e un piccolo prontuario in diverse lingue per iniziare subito a utilizzarlo. Il manuale completo lo si puo` reperire a QUESTO LINK sul sito Apple.

Come funziona

Scordiamoci l’approccio “ad albero di directory” di cui ho largamente parlato in QUESTO ARTICOLO. Lo Shuffle legge i metadati dei files musicali al suo interno e possiamo caricare la musica solamente tramite un software per la gestione di questo tipo di dispositivi (iTunes).

Lo Shuffle ha due modalita` di riproduzione, “in ordine” e “shuffle”, selezionabili tramite la leva in alto e che agiscono sulle playlist che abbiamo creato con iTunes (o cosa per esso) oppure sull’elenco di tutti i brani contenuti nel lettore.

Non c’e` possibilita` di decidere di riprodurre per artista o per album o altro: solamente “Tutti i brani” oppure per playlist. Tornera` quindi comodissimo crearci delle playlist personali da caricare sul nostro iPod.hero3

Possiamo selezionale le playlist tenendo premuto il tasto VoiceOver che ci dira` nelle cuffie quale playlist stiamo ascoltando dandoci la possibilita` di scorrere le playlist con i tasti << e >>. Premendo una sola volta il tasto VoiceOver ci verra` comunicato quale brano stiamo ascoltando.

I tasti + e – alzano e abbassano il volume e il tasto >/|| mette in pausa e fa riprendere la riproduzione. Tutto qua, non c’e` altro.

Cosa mi piace

  • La clip. L’ho comprato soprattutto per quello.
  • Poche funzioni, ma buone. Il mio ultimo lettore Mp3 aveva cosi` tante funzioni che non utilizzavo che rendevano scomodo l’accesso alle funzioni che volevo io: quelle per gestire la riproduzione della musica. Qui abbiamo queste e null’altro, sono ritornato ai bei vecchi tempi!
  • Peso e dimensioni ridotte sono una manna dal cielo!
  • Si ricarica e gli si caricano sopra i dati con il cavo USB-jack3.5. Non avevo mai visto utilizzare il jack da 3.5 per questi scopi, dovro` informarmi se e` un brevetto Apple oppure no.

Conclusioni

Il prezzo di questo aggeggino e` di 55 euro, sicuramente alto se si confronta con gli altri lettori Mp3 da 2Gb (si`, il taglio e` unico ed e` di soli 2Gb, piu` che sufficienti per i miei scopi, visto che ora lo sto utilizzando mezzo vuoto), ma appena lo si prende in mano l’alluminio spazzolato di cui e` costituito lo chassis di questo iPod fa subito passare di mente di aver speso troppi soldi per il tipo di prodotto che abbiamo in mano.

Insomma, e` davvero un piccolo gioiellino per portare sempre con noi la nostra musica preferita!

 

 

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