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HowTo: Installare Debian con MATE

Mate-logoQualche giorno fa vi ho parlato di MATE, un desktop environment che non è nient’altro che un fork del vecchio GNOME2. Nello stesso articolo vi avevo promesso una guida per effettuare un’installazione di Debian utilizzando MATE come desktop environment.

Potete scaricare l’immagine d’installazione che preferite da QUA. Io consiglio di installare una release del ramo testing in quanto ha i pacchetti di MATE già nei repository, se preferite installare la release stable dovrete abilitare i repository backports per poter installare il nostro ambiente grafico.

In questa guida do per scontato che voi sappiate installare Debian: non è difficile, l’installer è molto chiaro, anche se non è fascinoso come quello di altre distribuzioni. I passaggi sono sempre gli stessi. Dovrete solamente avere una cura: a un certo punto l’installer di Debian vi chiederà quali “gruppi” di software volete installare sul vostro computer. Selezionate quelli che preferite, ma deselezionate l’installazione dell’ambiente grafico. Ovviamente non prendere questa “precauzione” non ci toglierà la possibilità di installare MATE, ma installerà un ambiente desktop che noi potremmo non volere occupando inutilmente spazio su disco (come saprete due ambienti desktop su Linux convivono benissimo e la scelta tra le diverse opzioni installate la si fa al momento del login).

Terminata l’installazione riavviamo la macchina. Ci troveremo di fronte una shell di testo. Ce lo aspettavamo, in fondo abbiamo specificato che non volevamo installare nessun ambiente grafico. Debian è obbediente.

Dovremo effettuare il login inserendo il nome utente e la password quando sarà richiesta. Dopodichè effettuiamo il login in una shell di root con il comando:

su

ci verrà chiesta la password di root che abbiamo impostato al momento dell’installazione.

A questo punto dovremo dare due semplicissimi comandi:

apt-get update

apt-get install lightdm mate-desktop-environment-extras

alla fine del processo di installazione riavviamo il pc (comando reboot) e potremo utilizzare la nostra nuova e fiammante distribuzione con MATE!

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MATE, il fork di Gnome 2 che mi piace!

Mate-logoI desktop moderni

Negli ultimi anni gli ambienti grafici che possiamo installare sulle nostre distribuzioni Linux si sono moltiplicati. Una volte c’erano Gnome e KDE, dopodiché una sfilza di ambienti leggeri per computer a bassissime prestazioni che usavano in pochi e nulla più.

Sia Gnome che KDE hanno subito una grandissima trasformazione con l’introduzione della versione 3 del primo e 4 del secondo. Sono diventati ambienti grafici “moderni” con animazioni a tutto spiano, pannelli, pannellini, pannellucci, menu stravaganti, ricerche e via dicendo.

A queste due pietre miliari del desktop su Linux si è affiancato Unity, nato come interfaccia per schermi piccoli (ve li ricordate i netbook?) di Ubuntu e ora ambiente a sé stante e vuole pure essere adatto per smartphone e tablet!

In questa veloce carrellata di ambienti grafici devo citare anche Cinnamon. Quest’ultimo è l’ambiente grafico sviluppato dal team di Linux Mint (distribuzione Ubuntu-based sempre più apprezzata dagli utenti, viste le ultime scelte di Canonical-Ubuntu che hanno scontentato gran parte dell’utenza) e devo dire che, dopo averlo utilizzato qualche mese, è davvero fatto bene. Moderno, efficace con un po’ troppi fronzoli per i miei gusti, ma per l’utente medio va più che bene, anzi forse tra tutti quelli citati è quello che preferisco.

Esistono tutt’oggi ambienti per macchine con prestazioni limitate, Enlightenment e LXDE per citarne due tra i più famosi e completi (Fluxbox, Openbox sono semplici window manager). Tra questi, a me piace molto LXDE.

Gnome 2 e MATE

Il mio preferito è però (quasi) sempre stato Gnome 2, il perfetto connubio tra completezza, funzionalità e minimalismo. Purtroppo l’arrivo di Gnome 3 ha rotto il giocattolo, la versione 2 non viene più sviluppata.

Un utente di ArchLinux (torna sempre!) ha deciso di formare Gnome 2 e di continuarne lo sviluppo, visto che moltissimi utenti erano scontenti della versione 3 del desktop del piedone. Questo nuovo desktop si chiama MATE e viene sviluppato principalmente da tema di Linux Mint. Ogni release di Mint viene rilasciata con la “doppia copertina”: con Cinnamon e con MATE. Il MATE di Mint è però molto diverso da Gnome 2, somiglia molto alla versione di Gnome con cui veniva distribuita Mint prima di adottare Cinnamon. Se però si installa una versione “pulita” di MATE, ecco che torneremo a casa dal nostro carissimo Gnome 2!

Come usare MATE

Molte distribuzioni tra le principali hanno MATE nei loro repository: Mint, Fedora, Debian, Arch. Per Ubuntu esiste un repository apposito. Fate attenzione che con Mint userete la versione “moddata” di MATE e dunque vi discosterete molto da Gnome 2 come lo conosciamo.

Io ho deciso di installare sul mio computer Debian utilizzando come ambiente grafico proprio MATE e a breve pubblicherò una breve guida con le istruzioni per fare un’installazione di questo tipo sul vostro computer!

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Cerchi nel grano a Poirino: chi li ha fatti?

Il "crop circle" comparso ieri notte a Poirino

Il “crop circle” comparso ieri notte a Poirino

Ieri sera (stamattina) sono tornato a casa verso l’una e mezza, prima di addormentarmi do una lettura alle notizie su internet e leggo che nella mia zona (Marocchi, vicino a Poirino in provincia di Torino) è comparso un nuovo cerchio nel grano. Ne parla La Stampa.

Non è la prima che compaiono queste “opere d’arte” nelle campagne di questa zona.

Benissimo, vi lancio una sfida: chi ha fatto quel cerchio nel grano? Io lo so, vediamo se anche voi saprete utilizzare come si deve il vostro motore di ricerca preferito per scoprirlo!

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Installare Linux in dual boot con Windows 8.1 (aggirando secure boot e altre amenità)

Finalmente mi rimetto a scrivere un po’ su questo blog. Scusate l’assenza, ma sono davvero molto impegnato e la scrittura di queste pagine ricade nel mio “tempo libero” che, da buon studente universitario sotto tesi di laurea, potrei anche non avere mai, ma ciò che ho fatto in questi giorni in altro pochissimo tempo libero ha (quasi) dell’incredibile.

Un mio compagno di università ha acquistato un nuovo notebook. Per chi studia ciò che studio io Linux, fortunatamente, spesso è essenziale non è solo una scelta personale. Curioso come a volte il mondo sembri girare al contrario, vero? Questo mio compagno mi chiede di aiutalo a installare Linux in dual boot col suo nuovo, fiammante, preinstallato e dannatamente restio e lasciare il boot a qualcun altro, Windows 8.1.

L’impresa non è stata facile, la soluzione finale, dopo estenuanti ricerche su internet praticamente inconcludenti, è stata trovata con un colpo di culo, come spesso accade quando uno non sa davvero più dove sbattere la testa (o il notebook fottutamente blindato).

Disclaimer: ciò che scrivo potrebbe non avere validità generale, dunque quoterò il modello esatto del notebook e le procedure più o meno esatte da eseguire sperando che i miei lettori riescano, con un po’ di elasticità mentale, ad adattare questi consigli al loro caso specifico.

Disclaimer 2: si darà per scontato che voi siate capaci di installare Linux in dual boot con qualsiasi altra versione di Windows che non necessiti di essere scardinata come la 8. Se non siete sicuri potete chiedere una mano a Google a un vostro amico più esperto oppure tenere d’occhio questo blog.

0. Situazione di partenza

Abbiamo un bellissimo notebook HP Envy 15 j104el con Windows 8.1 preinstallato, la volontà di installare Linux in dual boot (dunque senza cancellare completamente Windows) e una chiavetta USB con la live di Ubuntu 14.04. Abbiamo inoltre UEFI al posto del nostro vecchio e amato BIOS.

1. Disabilitare tutte le sicurezze del mondo

Non discuterò qua il perché e il percome queste cose siano state introdotte e se sia o meno sicuro disabilitarle, comunque noi lo abbiamo fatto.

Fast Boot: Avviate il pc in Windows e nel Pannelo di controllo andate sulle impostazioni di Risparmio energetico. Qui sulla sinistra troverete qualcosa che somiglia a “Scegli cosa fa il pulsante di alimentazione”. Clicchiamo lì sopra, abilitiamo le modifiche in modo da avere tutti i controlli attivi e scorriamo fino in fondo finché non troveremo una casellina spuntata con di fianco scritto Fast Boot. Togliamo il tick (se c’è) dalla casellina, in questo modo disabiliteremo il Fast Boot.

Secure Boot: Avviamo il pc ed entriamo nelle impostazioni di UEFI (sul notebook utilizzato come cavia premendo F10) cerchiamo la voce relativa al Secure Boot e disabilitiamolo.

Legacy Boot: Cerchiamo sempre in UEFI la voce relativa al Legacy Boot. Abilitiamolo. Sul nostro notebook di riferimento viene esplicitamente dichiarato che in ogni caso il boot in modalità UEFI avrà la precedenza su quello Legacy.

2. Installare Linux

A questo punto, sempre da UEFI, selezioniamo come periferica di boot la nostra chiavetta USB (o il CD-Rom se ancora lo usate), facciamo il boot e installiamo Linux come abbiamo sempre fatto.

Sorpresa! Al reboot si avvierà Windows 8.1 senza chiedere niente a nessuno.

3. Riavviamo e scopriamo il trucco!

Riavviamo di nuovo e questa volta premiamo F9 durante il boot. Accederemo a un menu da cui scegliere il dispositivo da cui effettuare il boot. Magicamente sarà elencato un oscuro OS Boot (o qualcosa di simile, in ogni caso è Windows che è la scelta predefinita del boot in modalità UEFI, che, guardacaso, ha la precedenza assoluta sulla modalità Legacy), ma la seconda voce dell’elenco sarà ubuntu numerelli a caso.

Scegliamo questa seconda opzione e verremo catapultati nel magico mondo di Grub, dove potremo scegliere di avviare Ubuntu oppure Windows 8.1.

4. Q&A

Dunque ogni volta che avvio il pc per avviare Linux devo accedere a mano al menu di boot?

A questo punto della mia battaglia devo, purtroppo, ancora rispondere di sì.

Questa procedura funzionerà sicuramente sul mio notebook?

Non ne ho la minima idea. Mi era già capitato di installare un dual boot con Windows 8, ma abilitando il Legacy Boot si poteva disabilitare il boot in modalità UEFI e dunque fare normalmente il boot di Grub (mi pare fosse un ASUS, ma era più di un anno fa dunque non ci metterei la mano sul fuoco). Se hai voglia puoi provare a fare l’installazione seguendo questi miei consigli e fare i tuoi esperimenti e poi lasciarmi le tue scoperte qua sotto nei commenti, in modo da imparare tutti qualcosa in più!

5. Finita!

Benissimo. La conclusione di questa storia è che ho un amico contento di poter utilizzare Linux, so già che domani ne arriverà un altro che vuole il dual boot e dunque magari allargheremo la base di notebook testati.

Purtroppo queste cose variano parecchio da produttore a produttore e magari anche da modello a modello rimanendo sotto lo stesso marchio dunque non sarà mai possibile scrivere una guida definitiva, l’unica freccia nella nostra faretra è provarci, segnare la procedura su un foglietto e condividerla online con le altre persone, in modo da creare un database a cui attingere idee, consigli, soluzioni.

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Systemstats: grande consumo di CPU su OSX

Da un po’ di tempo mi sono accorto che il mio MacBook Pro aveva cominciato a scaldarsi e, di conseguenza, a far partire le ventole all’impazzata senza motivo. Questo comportamento è naturale quando il carico della CPU è molto intenso, ma spesso succedeva anche quando il pc stava facendo sostanzialmente nulla.

Ovviamente una spiegazione c’è sempre e mi sono messo a indagare.

Quando capitano queste cose, a meno che il notebook non sia molto nuovo, uno pensa che ci sia bisogno di una pulizia interna per eliminare l’accumulo di polvere che ostruisce le vie d’areazione e dunque lo smaltimento del calore. Vero, ma a volte la spiegazione è molto più subdola.

In questo caso il laptop sembava “lavorare” anche quando non stava lavorando, ma in realtà sembrava non lavorare quando in realtà stava lavorando.

Monitorando i processi attivi durante le “scampagnate” delle mie ventole ho notato che c’era sempre una costante, un bel processo chiamato systemstats.

Prima di tutto l’ho killato per verificare la faccenda e, guarda caso, il mio pc si è subito raffreddato e le ventole hanno smesso di sventolare e poi mi sono informato sul da farsi.

Purtroppo gli utenti Apple somigliano molto a quelli di Ubuntu nel senso che trovano le “soluzioni” senza pensare alle possibili conseguenze.

Cercando possibili soluzioni al problema ho subito scoperto che questo processo è un demone di sistema (ok, l’utente proprietario del processo era root, nulla di sconvolgente) che, una volta partito, parrebbe cominciare a fare un sacco di roba, facendo esplodere la propria richiesta di risorse di sistema. Un bel problema da risolvere per gli sviluppatori Apple.

Ma cosa fa questo simpaticissimo demone? L’unica cosa che sono sicuro che faccia è dare l’informazione sul consumo di energia da parte delle applicazioni, se cliccate sull’icona della batteria nella vostra barra vi dovrebbe comparire una cosa del genere:

Schermata 2014-04-20 alle 08.50.08

altre informazioni sui compiti svolti da questo demone non ne ho trovati. Ah, ovviamente se lo killate a mano e poi cliccate sulla batteria lui si riavvia e, se tenete aperta una finestra del monitoraggio dei processi noterete subito una cosa del genere:

Schermata 2014-04-20 alle 08.48.11

cinque thread attivati in pochi secondi di attività.

Ricapitolando: io non mi fido ad adoperare le soluzioni proposte su internet (c’è chi rinomina i file dei demoni in modo che il sistema non li trovi più per farli partire, c’è chi si limita a disattivare il demone, c’è chi addirittura cancella tutti i file relativi al servizio!) perché non so esattamente questo servizio cosa faccia.

La soluzione che propongo io? Se vi da fastidio il consumo di risorse da parte di questo demone killatelo usando il monitoraggio attività e riavviatelo cliccando sulla batteria, facendo così ora è da un po’ di tempo che non mi crea problemi, sperando di non doverlo uccidere troppo spesso altrimenti bisogna pensare a una soluzione alternativa.

Ovviamente speriamo che Apple risolva la cosa il più presto possibile.

N.B.: ovviamente gli utenti di laptop da 13″ soffriranno di più la cosa rispetto a chi utilizza MacBook più grossi, che dissipano meglio il calore. Ciò non toglie che ho letto lamentele per la situazione anche da utenti di MacBook da 17″!!!

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Slides con LaTeX: un template per Beamer

Nei mesi scorsi mi sono trovato a dover prepare qualche presentazione e ho deciso di utilizzare la classe Beamer di LaTeX.

Beamer permette di creare presentazioni molto professionali e senza troppi fronzoli, l’ideale per quello che cercavo io. I temi pero` sono pochi e non troppo curati, dunque ho perso un po’ di tempo per creare un template per le mie slides.

Ho messo a disposizione il codice su GitHub in modo che chiunque voglia avere delle slides un po’ diverse dagli altri (i temi di default sono davvero pochi e poco diversi tra di loro, dunque si rischia di avere tutti le slides identiche o quasi) puo` scaricare il file .tex e usarlo come base per le proprie slides.

Potete trovare il repository QUA.

Buon LaTeX a tutti!

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Raspberry Pi – Unboxing

Qualche giorno fa vi avevo annunciato che a breve avrei messo le mani su un Raspberry Pi. Bene, nei giorni scorsi l’oggetto è stato consegnato e ho preparato per voi un piccolo video di unboxing.

Spero vi piaccia e che vi faccia rimanere sintonizzati su queste pagine per conoscere tutti gli update su questo fantastico aggeggino!

 

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