Fedora sarà una distribuzione “rolling release” prima o poi?

Da Ossblog si apprende di una discussione interessante sulla mailing list degli sviluppatori di Fedora.

In sostanza un developer si chiede se sia il caso che Fedora (o, meglio, una sua versione appositamente creata per l’occasione) diventi una distribuzione “rolling release”.

Una distribuzione “rolling release” non possiede aggiornamenti periodici, ma viene rilasciato l’aggiornamento di ogni singolo pacchetto qualora ce ne fosse bisogno.

Sicuramente mi farebbe piacere che Fedora, la mia attuale distribuzione preferita, adottasse questa politica che mi è rimasta nel cuore da quando ero un utente di Arch Linux.

E a voi utenti Fedora che leggete il mio blog? Piacerebbe avere per le mani una Fedora “rolling release”?

I prodotti Apple sono davvero così costosi?

Da sempre Apple è vista come un’azienda che si è sempre fatta ben pagare i prodotti. Se parliamo di Apple con chiunque prima o poi verrà fuori la faccenda che, in un modo o nell’altro, scegliendo il marchio della mela si finirà per tirare fuori più soldi di chi, invece, si affiderà a marchi diversi.

Ma è vero? Forse qualche anno fa sì. Oggi, secondo me, di meno. Andiamo a vedere di cosa sto parlando.

Mi riferisco in particolare a due linee di prodotti che hanno avuto successo proprio grazie ad Apple: tablet e ultrabook.

Guardiamo i prezzi di iPad 2 (dallo store online del sito Apple). Per la configurazione base andiamo a spendere 484 €. Circa cento euro in più per ogni “raddoppio” di memoria che vogliamo acquistare (il taglio base sono 16 Gb, possiamo poi scegliere i modelli da 32 e 64 Gb). Se poi vogliamo anche la connettività 3G siamo a un prezzo di ingresso che si attesta sui 605 € e poi sempre cento euro in più per ogni taglio superiore di memoria interna.

Confrontiamo questi prezzi con quelli della concorrenza. Vi anticipo che i prezzi li ho presi dallo store online del sito di MediaWorld per mettermi nei panni dell’utente medio che vuole comprarsi un computer o un tablet, se voi riuscite a trovare l’aggeggio  di cui sto parlando a 100 euro in meno dall’amico dell’amico di vostro cugino, non mi interessa. Ho preso in considerazione solamente i modelli equipaggiati con sistema operativo Android perché, a parte iOS, è l’unico che davvero si può definire diffuso. Abbiamo un prezzo d’ingresso di 399 € con un Acer Iaconia Tab che ci offre solo la connettività wi-fi (come iPad) ma ci mette a disposizione 32 Gb di memoria. Ma questo prezzo inferiore di circa 80 € al concorrente rimane un caso isolato perché ASUS ci propone il suo Transfromer a 449 € e di nuovo Acer un altro Iaconia a 499. Siamo già oltre il prezzo di iPad e l’unico che ci offre qualcosa in più è l’ASUS che è dotato anche di tecnologia 3G.

Se valutiamo poi il top di gamma troviamo il Samsung Galazy Tab con un prezzo di 599 € contro i 605 € del rispettivo iPad. Beh, una differenza proprio irrisoria.

Adesso parliamo degli ultrabook. Macbook Air ha inaugurato questo segmento di notebook ultraportatili di grandi prestazioni. Il modello da 13 pollici costa minimo 1260 €. E la concorrenza? Circa la stessa cifra. Sul sito Mediaworld troviamo un Acera 1199 €, un ASUS a 1299 € e un altro Acer a 1399 €.

Mettiamo poi in conto che Apple ci offre un ultrabook da 11 pollici che parte da 957 €. L’unico concorrente che mi viene in mente è il Sony Vaio serie Z, il cui prezzo parte (secondo il sito ufficiale Sony, sul sito di Mediaworld non c’è) da 1558,99 €. Dov’è la convenienza adesso?

Diciamo che Apple non produce prodotti a basso costo in assoluto, posiziona le sue creazioni sempre piuttosto in alto, ma andando a confrontare i loro prezzi con quelli dei prodotti di fascia media o alta degli altri marchi non troviamo più quella differenza netta che, forse, c’era una volta.

Sulla chiusura di Megaupload

Ieri noi italiani ci siamo svegliati con una notizia “tragica”: Megaupload è stato chiuso, probabilmente per sempre.

Perché? Se avete voglia potete leggere i capi d’accusa. Se non ne avete voglia e volete leggere i miei sproloqui, potete continuare la lettura di questo articolo.

Diciamo che il file sharing che offriva Megaupload non è il motivo principale per cui l’FBI ha staccato la spina ai server del portale. Di per sé il servizio che offriva era più che lecito: spazio di archiviazione online gratis (per i servizi base) oppure a pagamento (per avere un servizio di durata più lunga e spazio aggiuntivo). Fin qui, niente di male. E niente di male anche quando gli utenti hanno iniziato a utilizzare questo servizio per condividere files illegittimi. Proprio come capita su Youtube, se lo staff di Megaupload veniva a conoscenza di file illeciti li cancellava, salvo poi scoprire che in realtà non veniva eliminato il file, ma solo il link principale, il download rimaneva a disposizione di tutti tramite altri links secondari. Chiaramente questo è un comportamento illegale.

Inoltre dietro alla società che gestiva Megaupload c’era tutto un traffico di soldi sporchi di qualche centinaio di milioni di dollari.

Insomma, hanno combinato proprio un bel casino!

Ora, sulla liceità di questi download. Non c’è niente da fare. Sono comportamenti illegali e bisogna condannarli. Quindi inutile stracciarsi le vesti piangendo un sito internet che, di fatto, forniva un servizio illegale nella maggior parte dei Paesi del mondo.

Ancora qualche curiosità: Megaupload rappresentava, da solo, il 4% del traffico internet totale. Non vi sembra che la vostra navigazione sia un po’ più svelta da ieri? Il CEO di Megaupload (che pare sia solo un dipendende della società, senza quote societarie) è il marito di Alicia Keys. In quanti avranno scaricato dal suo sito internet la musica della moglie?

Corel AfterShot Pro, postproduzione fotografica professionale su Linux

E’ stata da poco rilasciato AfterShot Pro, software di postproduzione fotografica professionale della Corel. E’ un software commerciale (la licenza costa 89,98 €), ma allora cosa ci fa in questo blog? La notizia è che è stato rilasciato anche per piattaforme Linux!

Non so se sapete che da un po’ di tempo ho anche la passione della fotografia e aspettavo da tempo un buon software di postproduzione per Linux. Ce ne sono molti, a partire da Gimp, passando per RAWTherapee, arrivando a DigiKam. Ma nessuno di questi mi è mai sembrato all’altezza dei corrispettivi commerciali che, però, avevano tutti lo stesso difetto: venivano rilasciati solamente per Windows e Mac.

Finalmente c’è stata un’apertura al mondo del pinguino e speriamo che anche le altre aziende che producono i migliori software di fotoritocco continuino sul sentiero battuto da Corel.


Intanto mi sono scaricato la versione di prova e l’ho installata sul mio nerdbook (che è sotto i requisiti minimi per farlo funzionare quindi non imitatemi se non volete abbandonare l’avventura anzitempo per disperazione!) e la sto provando. Penso che ne scriverò una recensione, ma parlando di fotografia la pubblicherò sul mio blog fotografico. Tenetelo d’occhio se siete interessati al lato “fotografico” di questa news!

A questo link del sito di Corel potete trovare le specifiche, i requisiti minimi e i link per il download della versione di prova (completa e gratuita per 30 giorni).

Aggiornamento 15/01/2012: ho pubblicato sul mio blog fotografico una piccola recensione del software provato su Fedora 16. Potete leggerla cliccando QUA.

Qualche numero dell’anno appena concluso

Come l’anno scorso i nostri amici di WordPress mi hanno mandato un riassunto dell’andamento del mio blog per il 2011 che si è appena concluso. Andiamo a vedere i punti principali.

In tutto il 2011 questo blog è stato visitato circa 15000 volte. Sei concerti sold-out all’Opera House di Sydney. Oppure tre volte tanto i visitatori che sono passati di qua nel 2010. Una bella crescita!

Nel 2011 ho scritto solamente 57 post; il giorno più trafficato è stato il 28 aprile, quanto in tantissimi avete voluto leggere come  aggiornare Ubuntu dalla release 10.10 alla 11.04.

Tantissima gente arriva qua attraverso i motori di ricerca, le parole chiave che sono state più utilizzate sono:

  • foto facebook non amici 2011
  • vedere foto private facebook 2011
  • togliere unity

siete un po’ dei guardoni, vero?

Adesso arriva una statistica il cui risultato mi fa molto, molto piacere: sono arrivate qui sopra persone da tutti e 5 i continenti! Stiamo diventando sempre più internazionali. Molto bene!

I post che sono stati più letti l’anno scorso sono:

I miei lettori vogliono fare principalmente due cose: aggiornare Ubuntu e spiare le persone su Facebook! Mi fa piacere che tengano la testa alta le due guide per le stampanti Lexmark che ho scritto nel 2010, non passano mai di moda.

Non mi resta che ringraziarvi dell’affetto che continuate a dimostrarmi, è uno dei motivi per cui non mi è ancora passata la voglia di scrivere questo blog anche se come tutti ho sempre tanti impegni e il tempo per scrivere diventa sempre di meno.

Vi auguro infine di passare un buon 2012 e speriamo di ritrovarci all’inizio del 2013 a commentare risultati ancora più sbalorditivi!

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 46 other followers